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&lt;i style=""&gt;Arthur&lt;/i&gt;”) musicato da H. Purcell, testi di Dryden, XVII secolo. Il libro inizia spiegando com’è potuto nascere, in Inghilterra, il folk elettrico, perché la cosa pare una contraddizione, il genere più “tradizionale” con la musica “elettrica”, dunque il più moderno. A parte che “&lt;i style=""&gt;folk&lt;/i&gt;” – tedesco “&lt;i style=""&gt;volk&lt;/i&gt;” donde “&lt;i style=""&gt;völkisch&lt;/i&gt;” – significa “popolo” e non “gente” né “masse”, Cresti comincia spiegando che l’Inghilterra ha una storia di “fertili contraddizioni” (ibid., p. 10), dove la tendenza conservatrice della maggior parte dell’Inghilterra, dove la tradizione musicale “popolare” ha una ricchezza ed un’estensione a noi ignote, si mescola con la spinta alla modernità. Questa dialettica in Inghilterra si è andata dispiegando soprattutto nel e sul tema del rapporto campagna/città, Londra sopra tutte, direi: &lt;b style=""&gt;territorio&lt;/b&gt;/&lt;i style=""&gt;conglomerati&lt;/i&gt; &lt;i style=""&gt;urbani&lt;/i&gt;, per usare una terminologia più corrente. L’Inghilterra, per semplificare, non è Londra, con la quale di solito la si confonde. Direi che le pulsioni dell’Inghilterra “vera” sono molto legate alla “terra” e molto conservatrici, il culto e l’interesse per la natura vi sono stati sempre fortissimi. L’Inghilterra ha dato sia l’inizio alla Rivoluzione industriale, le cui stimmate l’intero globo porta ormai, sia alla prima reazione alla modernizzazione, che porta il nome di Romanticismo. Il Romanticismo inglese ha sempre visto al suo centro la natura. Natura, territorio e folk son parte di una triade inscindibile. E’ sbagliato parlare di recupero del rapporto con il territorio senza un parallelo recupero della tradizione musicale “popolare”, ecco una lezione pratica da questo testo e da quella storia. Poi, è vero che, in Italia, purtroppo la tradizione popolare vi è molto meno ricca di quella inglese. Ciò, di nuovo, è dovuto alla &lt;i style=""&gt;particolare&lt;/i&gt; storia inglese, dove le radici celtiche, pur presenti, sebbene minoritarie, in Italia, si sono andate mescolando con l’influsso neolatino francese, da una parte, con la spinta germanica e la musica colta, d’ascendenza soprattutto italiana, dall’altra. Insomma, bando alle semplificazioni riguardo alla storia, soprattutto musicale, inglese, di una ricchezza &lt;b style=""&gt;oggettivamente&lt;/b&gt; maggiore rispetto a quelle di altre nazioni europee. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;All’inizio del secolo scorso (XX°) si ebbe in Inghilterra il “folk revival”, importante, soprattutto per le sue radici ideologiche: “Ewan McColl era un fervente marxista e attivista politico che tentò di opporre una visione comunitaria del suono all’affiorante concezione consumistica dell’evento musicale; si trattava, insomma, come spesso capita nei Paesi anglosassoni, di un marxista ‘regressivo’, per niente convinto della linearità della storia” (ibid., p. 19). Quest’opposizione, sin dagli inizi del XX° secolo, di una visione comunitaria verso una visione consumistica mi pare la “cifra” costitutiva del folk britannico, che ha dimostrato una consapevolezza molto forte sin dagli albori, consapevolezza che poi lo caratterizzerà. La chiave di volta è quella detta: da un lato l’Inghilterra è stata la nazione che ha iniziato &lt;st1:personname productid="la Rivoluzione" st="on"&gt;la Rivoluzione&lt;/st1:personname&gt; industriale, dall’altro ha dato vita alle prima, consapevoli, reazioni, si pensi al luddismo, oggi rivalutato, giustamente. Il paese che ha dato inizio alla Rivoluzione è stato quello che ne ha avuto, e ne ha, maggior consapevolezza, il che non si è avverato allo stesso modo in tutti gli altri paesi che l’hanno seguito, cioè… &lt;st1:personname productid="la Terra" st="on"&gt;la Terra&lt;/st1:personname&gt; intera oggi!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Vediamo come s’evolve questo “seme” originario, fermo restando che non sta a me sostituirmi alla lettura del libro, ma solo fornirne delle chiavi di lettura. Il secondo capitolo è dedicato alle relazioni, d’amore-odio, fra Inghilterra ed America. Il terzo alla dialettica interna del folk britannica, tra la “purezza originaria” (p. 35) e le tendenze che Cresti chiama di “amore per la sintesi” (ibid.) e che io direi “agglutinanti”, nel senso che, attorno a quel nucleo molto consapevole che s’è detto, dunque che cercava una “purezza originaria” nell’ambito di quella visione comunitaristica consapevolmente opposta a quella consumistica, vi era la tendenza espansiva che, attorno al folk, voleva che altri generi ed altri stimoli vi si aggregassero. Si giunge, su questa duplice strada, su questa strada di “feconda contraddittorietà”, al cosiddetto “&lt;i style=""&gt;wyrd&lt;/i&gt;” folk, dove “&lt;i style=""&gt;wyrd&lt;/i&gt;” è il termine &lt;b style=""&gt;antico&lt;/b&gt; anglosassone originario dove il termine anglosassone è l’antesignano dell’attuale “&lt;i style=""&gt;weird&lt;/i&gt;”, che vuol dire “fatale” nel senso di cose “segnate dal &lt;i style=""&gt;Fatum&lt;/i&gt;”, quello antico. Vi è la stessa concezione che fra i Greci antichi o gli antichi Romani, per questo il termine “&lt;i style=""&gt;Fatum&lt;/i&gt;” e &lt;b style=""&gt;non&lt;/b&gt; “destino” è quello che ho appena usato, volontariamente. &lt;i style=""&gt;Wyrd&lt;/i&gt; era, in effetti, in origine, una delle Norne, simile alle nostre Parche, era una deità, insomma. Qui si aprirebbe tutto il capitolo del neopaganesimo, ma questo discorso, complesso e per nulla univoco, ci porterebbe davvero molto ma molto lontano. Il che, però, ci dà l’idea delle considerazione che il libro di Cresti propizia. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Da questa parte in poi, inizia lo studio e la disamina delle varie produzioni musicali, anche di tempi assai recenti, divisa per gruppi e voci solitarie. Su questo non si può che rimandare alla lettura del libro. E’ forse la parte che i cultori di musica prediligeranno, ma, se non si ha ben chiara la visione sviluppata da Cresti nella parte iniziale, si perde di vista l’oggetto, e il tutto diventa un utile manuale di musica folk britannica, il che, però, non mi pare affatto lo scopo di Cresti, che ha volutamente fatto tutto precedere da un ragionamento complesso sulle radici culturali del folk britannico e sul perché proprio l’Inghilterra, e non altre nazioni europee, ne sia stata il centro. Consideriamo questa parte, come suggerisce Antonello Cresti stesso, come un “viaggio” nel folk britannico. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Non poteva mancare, in un libro siffatto, il riferimento a Tolkien, così come, forse meno scontato, quello a Tönnies: “Per uno dei bizzarri paradossi della storia, un testo del sociologo Ferdinand Tönnies (1855-1936) dal titolo &lt;i style=""&gt;Comunità e Società&lt;/i&gt; (1887) [&lt;i style=""&gt;Gemeinschaft&lt;/i&gt; la prima, &lt;i style=""&gt;Gesellschaft &lt;/i&gt;la seconda], lavoro che tanto favore avrebbe riscosso presso i cenacoli culturali dell’estrema destra italiana, sembrava aver anticipato questo singolare atto di rivolta antimodernista dei giovani contestatori [hippy] di allora [si sa che in Italia queste idee rimasero di “destra” mentre a “sinistra” si seguivano altre vedute, questo la dice lunga sul fatto che le idee in se stesse non sono né di “destra” né di “sinistra”, tutt’al più vi sono “letture” di destra o sinistra di idee spesso analoghe; nota mia]: Tönnies teorizzava infatti una contrapposizione inconciliabile tra la corrente forma societaria dominata dalla razionalità e dalla mentalità mercantile, e la forma comunitaria, basata invece sul reale sentimento d’appartenenza (Bonvecchio, &lt;i style=""&gt;Dove va la tradizione?&lt;/i&gt;, pag. 15):&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i style=""&gt;[…] Se si analizza nel suo etimo germanico (Gemeinschaft) si coglie, immediatamente, un senso d’unione, di comunione, di familiarità di cui, al presente, si sono perdute le tracce […] Tale sentimento connette l’individuo a qualcosa di totale: a qualcosa che lo trascende. Tale trascendenza è espressa – senza ombra di dubbio – dall’aggettivo&lt;/i&gt; gemein&lt;i style=""&gt;, la cui accezione più forte e pregnante è, appunto, ‘universale’&lt;/i&gt; ” (ibid., p. 39, Cresti cita un passo di Tönnies, corsivo di Cresti stesso).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Completano il libro tutta una serie di box veramente ben fatti, utili ed interessanti, relativi sia a temi sia ad autori del folk e non solo. Un box vorrei evidenziare, quello dedicato al film “&lt;i style=""&gt;The Wicker Man&lt;/i&gt;” (ibid., pp. 76-77), di Robin Hardy. Si parla del film originale del 1973, non del pessimo remake con Nicholas Cage. Il film originale vede la presenza di Christopher Carandini Lee, il famoso attore. Il film è citato quello, naturalmente, originale, per le musiche, davvero folk, ma pure per il simbolismo. Al di là della storia e dei punti di debolezza della stessa, quel film ripercorre tanti usi “pagani” delle “campagne” che davvero ha talvolta il pregio di qualcosa di antropologica, sempre che si abbia cura di prender distanza dalla storia, il che avverrà magari ad una seconda, e più meditata, visione. “Comunemente etichettato come horror movie, questo film è ben oltre, ossia favoloso affresco di una cultura che ancora, sommessamente, resiste. (…) tra riferimenti cifrati a John Barleycorn, al Green Man e al Sol Invictus spiccano le rappresentazioni filmiche della danze attorno al &lt;i style=""&gt;maypole&lt;/i&gt; (albero del Maggio) e la lunga processione in cui si riconoscono figure folkloriche come l’hobby horse. Il senso della misura di Hardy è ammirevole e tentazioni spettacolaristiche, o ancor peggio grandguignolesche, sono tenute lontane. (…) Negli anni &lt;i style=""&gt;The&lt;/i&gt; &lt;i style=""&gt;Wicker Man&lt;/i&gt; è divenuto un &lt;i style=""&gt;tòpos&lt;/i&gt; di certa scena underground; il Wicker Man Festival è un appuntamento fisso dell’estate scozzese” (p. 76).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Senza nulla voler togliere a questi tentativi, peraltro lodevoli, mi capitò di vedere, senza che poi fossi in grado di ritrovarlo – forse cancellato, chissà -, su youtube un filmato di quegli anni, che si riferiva a scene tratte dalla lavorazione di quel film, con anche delle immagini di qualche attore che stava in un pub. Al di là di questo o quel fatto, in quei paesaggi in una lontana isola scozzese si percepiva qualcosa dell’originario &lt;b style=""&gt;spirito&lt;/b&gt; del vero folklore. Quel qualcosa, non me la si voglia, che non si ritrova più oggi, dove, magari, abbiamo molto di costruito, dove uno spirito nazionalistico stende a sostituirsi al legame originario con il territorio che, in quell’isola, si percepisce, ripeto, di là dai fatti e dalla trama del film, qualcosa che mi ricorda quando Pisolini stava a Caserta Vecchia, qualcosa di altri tempi per davvero, niente di costruito, men che meno di ricostruito.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Quello spirito noi l’abbiamo perso, e dobbiamo dircelo apertamente. Si può fare dell’ottima musica anche senza di essa e non ogni musica del passato è a livello elevato. Ma, ecco il punto: ritroveremo mai quello spirito? In realtà, come scrisse Weber, il capitalismo ha uno spirito, che cozza, e vince, frontalmente quello del folklore. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ritroveremo mai quello spirito? O è perso per sempre?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ai poster l’ardua risposta…&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Andrea A. Ianniello&lt;o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1452184671391168608-7733683462400505875?l=casolla.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://casolla.blogspot.com/feeds/7733683462400505875/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1452184671391168608&amp;postID=7733683462400505875' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/7733683462400505875'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/7733683462400505875'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://casolla.blogspot.com/2009/12/fairest-isle-lepopea-dellelectric-folk.html' title='“Fairest Isle, l’epopea dell’electric folk britannico”, un libro interessante'/><author><name>benito aka syd barrett</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343328362835048698</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SCYDF__kiNI/AAAAAAAAADA/cdRi5Se1-d0/S220/syd_barrett.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1452184671391168608.post-4985266630016595436</id><published>2009-10-27T21:18:00.002+01:00</published><updated>2009-10-27T21:20:20.121+01:00</updated><title type='text'>link consigliati...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://ilsolcodellaterra.splinder.com/"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;IL SOLCO DELLA TERRA&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[clicca sul testo]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1452184671391168608-4985266630016595436?l=casolla.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://casolla.blogspot.com/feeds/4985266630016595436/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1452184671391168608&amp;postID=4985266630016595436' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/4985266630016595436'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/4985266630016595436'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://casolla.blogspot.com/2009/10/link-consigliati_27.html' title='link consigliati...'/><author><name>benito aka syd barrett</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343328362835048698</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SCYDF__kiNI/AAAAAAAAADA/cdRi5Se1-d0/S220/syd_barrett.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1452184671391168608.post-7590603012346890505</id><published>2009-10-18T14:14:00.000+02:00</published><updated>2009-10-18T14:16:01.545+02:00</updated><title type='text'>Cacciari e Limone, sul “Nòmos Basilèus”</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; 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Il tema era la “Legge sovrana”, in greco “&lt;i style=""&gt;Nòmos Basilèus&lt;/i&gt;” (tra l’altro, “&lt;i style=""&gt;basilèus&lt;/i&gt;”, ovvero sovrano, è la radice del basilico, l’erba dei re). Al professor Limone l’introduzione, segue Cacciari, ultimi son venuti i sentiti ringraziamenti di Monsignor Nogaro. Ha presentato don Nunziante, che ha brevemente illustrato tanto le radici greco-giudaiche del concetto di legge in Occidente, sia le contraddizioni che ne hanno storicamente segnato il destino, così come le aperture sul presente ed i suoi problemi. Limone, presentando il concetto essenziale, ha definito la “Legge sovrana” come quella Legge “superiore ad ogni altra” perché “non ha altra legge sopra di sé”, il che fa sorgere immediatamente il problema, decisivo, di chi stabilisce – o cosa – tale dominanza. Limone, venendo al nocciolo dei problemi ed &lt;b style=""&gt;inevitabilmente&lt;/b&gt; semplificandoli, parla della “Potenza dello Zero” come della potenza originaria che tutto può assorbire. In realtà, &lt;st1:personname productid="la Legge" st="on"&gt;la  Legge&lt;/st1:personname&gt; sovrana non può essere se non questo. Ma, nel corso della storia, tale potenza sovrana s’indebolisce, articolandosi e depotenziandosi. In effetti, osserva Limone, &lt;st1:personname productid="la Potenza" st="on"&gt;la  Potenza&lt;/st1:personname&gt; originaria è, nella sua pienezza, inattingibile. Il primo sdoppiamento è quello tra legge morale e Legge sovrana, da tale primo sdoppiamento si susseguono a catena dei depotenziamenti successivi. Il secondo sdoppiamento è quello della coscienza evangelica che vuol usare il “&lt;i style=""&gt;nòmos&lt;/i&gt;” oltre se stesso. In effetti, la coscienza evangelica è Grazia nel suo senso più profondo, e “&lt;st1:personname productid="la Grazia" st="on"&gt;la Grazia&lt;/st1:personname&gt; è &lt;b style=""&gt;oltre&lt;/b&gt; il &lt;i style=""&gt;nòmos&lt;/i&gt;” afferma Limone. Tutto ciò sembra molto astratto, ma, in realtà, è concretissimo. A mio avviso Limone centra un elemento fondante, essenziale, ineliminabile del nostro presente: la perdita del quadro di riferimento generale, la perdita della contraddizione tra universale ed individuale, quella contraddizione, aggiunge chi scrive, che ha tenuto la storia in moto. Nel presente ciò si cala nel dibattito, acceso, sulla Costituzione; nella visione di Limone, condivisibile a mio avviso, il “quadro generale” è &lt;st1:personname productid="la Costituzione" st="on"&gt;la Costituzione&lt;/st1:personname&gt;, le norme singole sono i fenomeni individuali&lt;a style="" href="#_ftn1" name="_ftnref1" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. Perdere di vista il quadro generale è un errore decisivo. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;La spinta verso l’universale è la tutela dell’individuale sono al contraddizione alla base di ogni Costituzione, per Limone, e la definita e definitiva soluzione di questa contraddizione in realtà è inattingibile, nondimeno quando sparisce la contraddizione sparisce la spinta verso l’universale, &lt;b style=""&gt;sparisce il senso&lt;/b&gt; allora. Non si può denotare il nostro presente meglio di così. Questa dialettica, questa contraddizione dev’esser preservata e mantenuta. Limone fa riferimento al messaggio dell’Imperatore, che, pur essendo universale, deve raggiungere ogni singolo individuo nella sua unicità, nella sua irriducibilità a qualsiasi norma scritta. “&lt;i style=""&gt;Hic Rhodos, hic salta&lt;/i&gt;”, avrebbero detto gli antichi. Qui è il Nodo di Gordio, aggiungerebbe chi scrive. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;L’intervento di Cacciari ha fatto da contrappunto a quello di Limone, ma, si può senza dubbio dire che, pur essendo Cacciari un conferenziere di lunga esperienza e non avendo nessun problema nel parlare in pubblico, in questa sede si è trovato in un momento di grazia particolare, che non è sfuggito a Monsignor Nogaro, il quale ha fatto riferimento alle sue molteplici lunghe conversazioni con lo stesso Cacciari definendolo il “profeta non credente”, scandalo per credenti e laici, ma che, proprio per questo, fa sì che cadano le maschere, che si venga ai temi veri. Non è possibile riassumere l’intervento, dalla puntualizzazione del significato di “&lt;i style=""&gt;nòmos&lt;/i&gt;” in greco, ben diverso dal latino “&lt;i style=""&gt;lex&lt;/i&gt;”, al significato di “&lt;i style=""&gt;agathòn&lt;/i&gt;”, che è l’&lt;b style=""&gt;Eccedente&lt;/b&gt;, ciò che “va oltre” ogni determinazione, al significato di “&lt;i style=""&gt;origo&lt;/i&gt;” in latino, che non è l’ “&lt;i style=""&gt;agathòn&lt;/i&gt;” appena detto. Anche ci sono stati riferimenti vari, come quello al destino eroico ed a Nietzsche, l’eroe essendo colui che vuol “sapere” il suo destino, che, dunque, se lo assume consapevolmente&lt;a style="" href="#_ftn2" name="_ftnref2" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;[2]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Per denotare il discorso di Cacciari seguiremo uno solo dei molteplici fili da lui proposti, quello della &lt;b style=""&gt;desacralizzazione&lt;/b&gt; del “&lt;i style=""&gt;nòmos&lt;/i&gt;”, che, “in origine”, nella “&lt;i style=""&gt;pòlis&lt;/i&gt;”, è sempre legato a “&lt;i style=""&gt;Dìke&lt;/i&gt;”, l’Ordine cosmico, astral-armonico, cioè &lt;b style=""&gt;musicale&lt;/b&gt;, per usare la visione pitagorica&lt;a style="" href="#_ftn3" name="_ftnref3" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;[3]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. Già con le filosofie ellenistiche il “&lt;i style=""&gt;nòmos&lt;/i&gt;” si stacca dal “&lt;i style=""&gt;Kòsmos&lt;/i&gt;”, l’Ordine cosmico, per cercare di attingere all’illimitato. Nasce lo “&lt;b style=""&gt;sradicamento&lt;/b&gt;” dell’ “&lt;i style=""&gt;arbor inversa&lt;/i&gt;” che è il “&lt;i style=""&gt;nòmos&lt;/i&gt;”, perché quest’albero ha le sue radici verso l’Alto. Il caso di Roma è parzialmente diverso, perché Roma diventa sì un Impero, ma &lt;b style=""&gt;mai&lt;/b&gt; il “mondo”, il “cosmopolitismo”&lt;a style="" href="#_ftn4" name="_ftnref4" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;[4]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;; detto in altre parole, Roma espande il suo “&lt;i style=""&gt;limes&lt;/i&gt;” ma &lt;b style=""&gt;non&lt;/b&gt; lo elimina mai. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;D’allontanamento in allontanamento, si giunge al moderno, dove il legame tra “&lt;i style=""&gt;nòmos&lt;/i&gt;” e “&lt;i style=""&gt;Dìke&lt;/i&gt;”, l’Ordine divino del Cosmo, si rompe definitivamente&lt;a style="" href="#_ftn5" name="_ftnref5" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;[5]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. Il moderno, aggiungerei al discorso di Cacciari, &lt;b style=""&gt;è&lt;/b&gt; precisamente quest’allontanamento, dove l’uomo sostiene che non c’è più “&lt;i style=""&gt;Dìke&lt;/i&gt;”, non più un Ordine del Cosmo ma solo fatti individuali, da ordinare per mezzo o della forza dello stato – i cosiddetti “totalitarismi” oggi tanto svalutati, ma anche questa è una storia da riscrivere!&lt;a style="" href="#_ftn6" name="_ftnref6" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;[6]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; – o per mezzo della misera, perenne pseudo-discussione democratica, degenerata oggi in solipsismo di gruppi ed interessi determinati, nell’indifferenza delle masse “televisuonate” in un carnevale perenne. Chiaro che tale processo di “allontanamento” (Jünger) non è un momento, ma, per l’appunto, tutto un &lt;b style=""&gt;complesso&lt;/b&gt; e lungo processo che doveva portarci all’oggi del nichilismo assoluto. Siamo al capolinea, aggiungerei al discorso di Cacciari. Quando hai bruciato la legna ed hai ottenuto la cenere non puoi bruciare la cenere. Quando hai inzuppato il libro nella pioggia non puoi leggerlo più. Le pagine si slabbrano e disperdono. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Come s’inserisce, per tornare al discorso di Cacciari, la “rottura” cristiana, come visione del mondo, in tutto questo? Essa da un lato assume il “disincanto” del mondo delle filosofie ellenistiche, il “coltiva il tuo giardino” del Giardino d’Epicuro&lt;a style="" href="#_ftn7" name="_ftnref7" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;[7]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, quell’atmosfera così simile al nostro mondo “globalizzato” ed uniformizzato e che domanda, oggi come allora, di essere accettato &lt;b style=""&gt;ma per andare oltre&lt;/b&gt;, &lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;non&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; per rimanervi attaccato! E tuttavia lo si deve accettare. Il Cristianesimo, sostanzialmente, rifiuta la “&lt;i style=""&gt;religio&lt;/i&gt; &lt;i style=""&gt;civilis&lt;/i&gt;” romana ma invece accetta la “&lt;i style=""&gt;lex&lt;/i&gt;” romana. &lt;b style=""&gt;Non&lt;/b&gt; accetta “gli dèi dell’Impero” ma invece accetta l’&lt;i style=""&gt;Imperium&lt;/i&gt; &lt;i style=""&gt;Romanum&lt;/i&gt;. Questa è la visione cristiana ma vediamo come si confronta con quella evangelica. Cacciari si riferisce a Paolo, “l’uomo che ha fondato il Cristianesimo”&lt;a style="" href="#_ftn8" name="_ftnref8" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;[8]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;: per l’apostolo dei Gentili il “&lt;i style=""&gt;nòmos&lt;/i&gt;”, e dunque lo stato ma pure la religione in quanto “norma”, son legittimi. Ma, ed ecco il punto, il “&lt;i style=""&gt;nòmos&lt;/i&gt;” &lt;b style=""&gt;non salva&lt;/b&gt;, né l’Impero né &lt;st1:personname productid="la Legge" st="on"&gt;la Legge&lt;/st1:personname&gt; di Mosè – o quella islamica di oggi – possono dare “&lt;i style=""&gt;sôtêrìa&lt;/i&gt;”, &lt;st1:personname productid="la Salvezza. Solo" st="on"&gt;&lt;st1:personname productid="la Salvezza." st="on"&gt;la &lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;Salvezza&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;.&lt;/st1:personname&gt; &lt;b style=""&gt;Solo&lt;/b&gt;&lt;/st1:personname&gt; la “&lt;i style=""&gt;dikaiousìnê Theoù&lt;/i&gt;” – la “&lt;i style=""&gt;Iustitia&lt;/i&gt; &lt;i style=""&gt;Dei&lt;/i&gt;” – &lt;b style=""&gt;può&lt;/b&gt;. E il termine “&lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;Theoù&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;” – genitivo singolare – è soggettivo, sottolinea Cacciari. Niente salva, ma solo l’&lt;b style=""&gt;Uno&lt;/b&gt; salva, dice Paolo. Le buone azioni non sono in alcun modo la salvezza, le buone azioni sono gradite a Lui, per questo farle è meritevole. Così, noi diventiamo rappresentanti &lt;st1:personname productid="la Iustitia Dei" st="on"&gt;&lt;st1:personname productid="la Iustitia" st="on"&gt;la &lt;i style=""&gt;Iustitia&lt;/i&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;i style=""&gt; Dei&lt;/i&gt;&lt;/st1:personname&gt; qui ed ora – &lt;i style=""&gt;hic et nunc&lt;/i&gt; – sulla Terra, ma non ne siamo l’Origine, di nuovo questo termine, che sarebbe meglio dire “&lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;agathòn&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;”, il &lt;i style=""&gt;Summum Bonum&lt;/i&gt; dei Latini, che vuol dire l’&lt;b style=""&gt;Eccedente&lt;/b&gt;, Ciò che è &lt;b style=""&gt;oltre&lt;/b&gt; ogni misura, e misura, divisione, è “&lt;i style=""&gt;nòmos&lt;/i&gt;” da “&lt;i style=""&gt;nèmei&lt;/i&gt;”, suddividere. Il Greco antico, per dire di “credere” negli dèi, diceva che “&lt;b style=""&gt;nomizzava&lt;/b&gt;” gli dèi, cioè che suddivideva &lt;st1:personname productid="la Terra" st="on"&gt;la Terra&lt;/st1:personname&gt; secondo il &lt;i style=""&gt;modello celeste&lt;/i&gt; che quegli dèi gli avevano donato. Una cosettina un po’ diversa dal nostro credere, che impegna solo la mente. Aggiungerebbe chi scrive che la vera unità tra la visione antica e la “coscienza evangelica”, per usare il termine dei due relatori, sta nella possibilità di cristianizzare quel “nomizzare” degli antichi. Ma torniamo a Cacciari. Diventare rappresentanti dell’Uno, ecco il senso della “&lt;i style=""&gt;Novitas&lt;/i&gt;” cristiana nel suo lato più essenziale, profondo ed irriducibile. Parlando di queste cose, Cacciari sottolinea che chiedersi chi è nel giusto e chi non, è già sbagliare, perché le visioni del mondo non sono delle partite di calcio, non è questione di essere “partigiani”, direbbe chi scrive. Aggiungerei: non si può “prendere partito”, prendere parte, si &lt;b style=""&gt;è&lt;/b&gt; parte o non si è affatto. Una visione del mondo non si sceglie, essa sceglie noi. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Tutto ciò sembra lontanissimo dal presente, ma Cacciari ha la capacità di calarlo nel presente perché, allora, la contraddizione feconda è proprio questo fatto: che il “&lt;i style=""&gt;nòmos&lt;/i&gt;” &lt;b style=""&gt;deve&lt;/b&gt; far riferimento a ciò che lo supera, sennò perde senso, è la relazione tra il “&lt;i style=""&gt;nòmos&lt;/i&gt;” come rappresentazione – dunque anche scrittura delle leggi - &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;e ciò che lo trascende, concepito &lt;b style=""&gt;non&lt;/b&gt; come “separato” ma invece ricollegato, il punto vero. E’ il rapporto il punto-chiave, sottolinea Cacciari. In caso contrario, ci sono tante piccole leggi e leggine, che, come già sottolineava Platone – ne &lt;st1:personname productid="La Repubblica" st="on"&gt;&lt;i style=""&gt;La&lt;/i&gt;  &lt;i style=""&gt;Repubblica&lt;/i&gt;&lt;/st1:personname&gt; – sono solo artifici, tanto più numerosi quanto più impotenti. Si perde, così, il senso del limite, obietta Cacciari a questa tendenza così forte nel presente. “Ciò che dona non è scrivibile”, conclude Cacciari. Ciò che dà senso è &lt;b style=""&gt;oltre&lt;/b&gt; quell’insieme determinato nel e sul quale si esercita, chioserei.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;I commenti che si possono fare son tanti, ma mi proverò a sunteggiar qualcosa. Riconciliare l’universale con l’individuale, ecco tutto ciò che abbiamo dimenticato ed ecco tutto ciò che dobbiamo fare. Senza nessuna paura di fallire, perché non riusciremo &lt;i style=""&gt;mai&lt;/i&gt; pienamente a farlo – e lo sappiamo e &lt;b style=""&gt;dobbiamo&lt;/b&gt; saperlo, pena l’ingenuità dei sempliciotti -, la vera pienezza della “&lt;i style=""&gt;sôtêrìa&lt;/i&gt;” – &lt;st1:personname productid="la Salvezza" st="on"&gt;la Salvezza&lt;/st1:personname&gt;, quella del &lt;b style=""&gt;naufrago&lt;/b&gt; che sta per affondare, come si vede nell’episodio degli “&lt;i style=""&gt;Atti&lt;/i&gt;”, dove la profezia si fa narrazione e parla al di sotto e per mezzo degli eventi&lt;a style="" href="#_ftn9" name="_ftnref9" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;[9]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; – &lt;b style=""&gt;non&lt;/b&gt; può venire da “noi”, dalle umane azioni come tali. Ma questa è una giustificazione per non far nulla? Il punto vero sta qui. Il nulla &lt;i style=""&gt;non&lt;/i&gt; si può “fare” in alcun modo, solo l’essere si può “fare” perché il fare presuppone l’essere, non viceversa. Tentando di “non fare nulla” l’uomo moderno si è chiuso nell’assurdità di una prigione senza sbarre. &lt;b style=""&gt;Lui stesso&lt;/b&gt; è le sbarre… E’ solo, e soltanto, quando riscoprirà che l’Essere è &lt;i style=""&gt;in lui&lt;/i&gt; l’uomo potrà venirne fuori. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;La colpa vera dell’uomo moderno – e contemporaneo, dell’uomo “in tempo reale” che vive in un presente irreale - non è quella di non aver successo nel riconciliare l’universale con l’individuale. La sua colpa vera, quella che grida vendetta ai Cieli, è il non provarci nemmeno! Ma davvero credete che gli uomini del passato non sapessero che l’individuale è irriducibile ad una Norma qualsivoglia, che l’imprevisto fa parte delle sorti dell’uomo, che non si raggiunge mai un pieno dominio della situazione-mondo?! Lo sapevano benissimo. E cos’hanno fatto? Si sono rinchiusi dentro di sé per coltivare il piccolo giardinetto o, al contrario, hanno cercato di conciliare le due cose, non riuscendoci mai del tutto e però provandoci lo stesso? E’ “l’ultimo uomo” di Nietzsche, quello del nichilismo &lt;b style=""&gt;radicale&lt;/b&gt;, che sostiene che “nulla si può fare”, coltiviamo solo il nostro piccolo orticello, come se il nulla davvero si potesse fare! Il nulla non si può fare e l’Origine vera è l’Eccedente, ciò che si trova oltre ogni determinazione, dunque &lt;st1:personname productid="la Ricchezza" st="on"&gt;la Ricchezza&lt;/st1:personname&gt; e &lt;st1:personname productid="la Pienezza Assolute" st="on"&gt;&lt;st1:personname productid="la Pienezza" st="on"&gt;la Pienezza&lt;/st1:personname&gt; Assolute&lt;/st1:personname&gt;, ciò che l’uomo moderno non ha mai e poi mai capito. Perché tutto richiude nelle mura della sua mente individuale, pensata come separata, per principio, dalla mente dell’Uno, che, invece, sa dar senso al Tutto. “&lt;i style=""&gt;En tò Pan&lt;/i&gt;”, dicevano i Greci&lt;a style="" href="#_ftn10" name="_ftnref10" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;[10]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;Andrea A. Ianniello&lt;/p&gt;  &lt;div style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;br /&gt;  &lt;hr width="33%" align="left" size="1"&gt;  &lt;!--[endif]--&gt;  &lt;div style="" id="ftn1"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;a style="" href="#_ftnref1" name="_ftn1" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt; &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Limone fa riferimento a Kantorowicz ed ai “due corpi del Re”, quello transeunte e quello “eterno”, meglio dire “perenne”, il primo è il corpo transeunte dell’individuo, ma l’altro è il suo secondo corpo, “costituzionale”, per così dire. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div style="" id="ftn2"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;a style="" href="#_ftnref2" name="_ftn2" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;[2]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt; &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Per gli antichi Romani l’ “&lt;i style=""&gt;origo&lt;/i&gt;” è come l’origine di Roma, la “&lt;i style=""&gt;potissima pars&lt;/i&gt;”, la piccola e più possente parte che ha generato tutto il resto. Non è l’eccedente, quel che va oltre ogni determinazione, ma, piuttosto, è il “&lt;i style=""&gt;semen&lt;/i&gt;” come “&lt;b style=""&gt;germe&lt;/b&gt;” che ha in sé la possibilità delle future specificazioni ed espressioni ed espansioni. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div style="" id="ftn3"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;a style="" href="#_ftnref3" name="_ftn3" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;[3]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt; &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Probabilmente, le relazioni astri-suoni musicali, come fermate su pietra nelle cattedrali medioevali, sono tra le ultime vestigia, e per questo tanto più preziose, di tale “visione del mondo” (su questi cfr. Andrea A. Ianniello, &lt;i style=""&gt;Pietre che cantano. Suoni e sculture nelle nostre chiese&lt;/i&gt;, Vozza editore 2007).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div style="" id="ftn4"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;a style="" href="#_ftnref4" name="_ftn4" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;[4]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt; &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;In un certo senso, &lt;b style=""&gt;rivedendo&lt;/b&gt; “&lt;i style=""&gt;Il Gladiatore&lt;/i&gt;” recentemente, a parte certe sbavature, però è chiaro e presente questo punto. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div style="" id="ftn5"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;a style="" href="#_ftnref5" name="_ftn5" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;[5]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt; &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Cacciari fa riferimento esplicito, in relazione al tema della relazione fra “&lt;i style=""&gt;nòmos&lt;/i&gt;” e territorio, a Carl Schmitt, “&lt;i style=""&gt;Der Nomos Der Erde&lt;/i&gt;”, il “&lt;i style=""&gt;Nòmos&lt;/i&gt;” della Terra.. Senza più Cielo. Ma il Cielo c’è sempre, piccola cosa che costoro, tutti, han dimenticato… La cosa più grande per l’uomo non è l’essere cittadino della Terra, ma l’essere “&lt;b style=""&gt;cittadino del Cielo&lt;/b&gt;”, secondo la bella espressione di Mencio. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div style="" id="ftn6"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;a style="" href="#_ftnref6" name="_ftn6" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;[6]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt; &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;i style=""&gt;Non&lt;/i&gt; dico affatto che fossero buoni, dico che ciò che n’è venuto dopo non è meglio. Chiediamo agli “illustri strologatori” dell’oggi cosa ne han fatto della Terra, e cosa se ne apprestano a fare… E sapremo chi sono. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div style="" id="ftn7"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;a style="" href="#_ftnref7" name="_ftn7" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;[7]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt; &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Cacciari fa riferimento a Tertulliano come al padre della Chiesa che più esplicitamente ha fatto riferimento a questo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div style="" id="ftn8"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;a style="" href="#_ftnref8" name="_ftn8" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;[8]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt; &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;In particolare all’epistola ai &lt;i style=""&gt;Romani&lt;/i&gt;. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div style="" id="ftn9"&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;a style="" href="#_ftnref9" name="_ftn9" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;[9]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Per esempio, sempre negli “&lt;i style=""&gt;Atti degli Apostoli&lt;/i&gt;”, c’è un episodio molto significativo, quando Paolo parla a Gerusalemme, e fa segno che sta per parlare. La folla tace, ma ecco che l’apostolo dei Gentili parla in ebraico, la “lingua dei padri”, la lingua-madre diremmo noi. Ed allora il loro silenzio si fa più profondo. E’ come se si potesse tagliare con il coltello quel silenzio, che è la cosa impressionante del passo delle Scritture. Ecco, è questo silenzio l’Origine della Parola. Lì è la “scaturigine”, lì le cose vere, le visioni del mondo, vengono a confronto. Siamo su terreno incerto eppur fecondissimo. Lì è l’ “Avvicinamento” all’Origine, avrebbe detto Jünger, lì è il pericolo ma anche l’opportunità, sempre Jünger avrebbe detto. Ciò che voglio dire si è che l’uomo contemporaneo non si vuol più “avvicinare”, non è più disposto a correre il rischio e l’opportunità, mentre tra gli uomini d’altre epoche – fermo restando che il grosso dell’umanità non ha mai ecceduto il livello biologico – qualcuno sempre avrebbe tentato. Ma è da qui che si riparte, ma per davvero, fuori dalle mere parole. Il resto non è silenzio, è rumore di fondo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div style="" id="ftn10"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;a style="" href="#_ftnref10" name="_ftn10" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;[10]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt; &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;“L’Uno [&lt;b style=""&gt;è&lt;/b&gt;, sottinteso] il Tutto”, e l’Uno non è un numero, il molteplice, la molteplicità, nasce con il due, il primo numero e l’unico numero primo pari. In tutte queste cose i pitagorici vedevano dei misteri profondi. Oggi sono solo strumenti per far di conto...&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1452184671391168608-7590603012346890505?l=casolla.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://casolla.blogspot.com/feeds/7590603012346890505/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1452184671391168608&amp;postID=7590603012346890505' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/7590603012346890505'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/7590603012346890505'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://casolla.blogspot.com/2009/10/cacciari-e-limone-sul-nomos-basileus.html' title='Cacciari e Limone, sul “Nòmos Basilèus”'/><author><name>benito aka syd barrett</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343328362835048698</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SCYDF__kiNI/AAAAAAAAADA/cdRi5Se1-d0/S220/syd_barrett.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1452184671391168608.post-4345674485886109311</id><published>2009-09-24T22:22:00.000+02:00</published><updated>2009-09-24T22:23:45.008+02:00</updated><title type='text'>Federico II a Caserta</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CUsers%5CVozza%5CAppData%5CLocal%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:595.3pt 841.9pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:35.4pt; 	mso-footer-margin:35.4pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Com’è noto, Federico II di Svevia (Santo Stefano del 1194 – 1250) aveva dato in moglie sua figlia al conte di Caserta, che, quindi, visse una fase di splendore, testimoniata dal Torrione detto, appunto, “federiciano”. Caserta, detta oggi “vecchia”, in effetti Caserta “&lt;i style=""&gt;tout court&lt;/i&gt;”, visse allora il suo momento di massimo splendore, sebbene la città medioevale fosse di età ben precedente. I segni del passaggio di Federico II di Svevia a Caserta non furono, però, soltanto architettonici, ma senza dubbio interessarono un altro aspetto, poco notato di solito: la falconeria, tant’è che il Torrione federiciano spesso vien detto “Torre dei falchi”. Allora, sia il clima che l’aspetto del territorio tutto era completamente differenti da oggi. Come prima cosa, ciò che si è convenuto chiamare “impatto antropico” era largamente minore di oggi. Si sa, da documenti archiviali, che, sin tutto il XVII secolo lepri e cinghiali arrivavano fin quasi dentro la città, una situazione semplicemente inconcepibile, oggi. Quanto ai falchetti, fino alla Seconda Guerra Mondiale erano frequentissimi, mentre oggi capita che qualcuno, coraggioso, si propenda sino alla pianura, proveniente dall’interno, dall’altro lato dei Tifatini. Ora, è altamente probabile che il conte di Caserta, Riccardo Sanseverino di Lauro, assieme all’Imperatore del Sacro Romano Impero Germanico, si dessero ad importanti cacce con l’ausilio del falco. Tale pratica, che si è conservata sino ai nostri giorni, specie in Arabia ma pure da noi, è, in effetti, di origine squisitamente orientale, e Federico non mancò di coltivarne la pratica discorrendo con i monarchi islamici, in particolare con al-Kàmil. Federico era così tanto convinto dell’importanza di questa pratica da scriverne un trattato: “&lt;i style=""&gt;De arte venandi cum avibus&lt;/i&gt;”, “&lt;i style=""&gt;Dell’arte&lt;/i&gt; &lt;i style=""&gt;di cacciare con gli uccelli&lt;/i&gt; (cioè i falchi)”. A parte la sapienza e l’esperienza vere che infuse in quel ponderoso scritto, ripubblicato non molto tempo fa anche in italiano, il fatto è che, per Federico II, la falconeria non era soltanto una pratica ludica, né un modo per tenersi in esercizio fisico o un atto sentimentale, cioè fatto per richiamarsi alle usanze degli avi germanici. Neppure si trattava d’imitare le usanze degli opulenti monarchi orientali. No, per lui era qualcos’altro, qualcosa di molto più profondo. Si trattava d’insegnare a degli uccelli rapaci a cacciare ma non a mangiare la preda, cosa sommamente difficile, si trattava del dominio della mente sulla natura, ma seguendo la natura, non forzandola. Si trattava non di negare, quanto piuttosto d’indirizzare, in una diversa via, gli istinti naturali del falco. In tal senso, per Federico, la falconeria era una scuola per i governanti. Un buon governante doveva essere come il falconiere, paziente, duttile, tuttavia forte, capace di reindirizzare gli istinti, le pulsioni dei governati. Essa, pertanto, da una mera pratica, diveniva un’&lt;b style=""&gt;arte&lt;/b&gt; vera e propria, che impone da un lato disciplina in chi la esercita, e, dall’altro, porta dei frutti che vanno ben oltre gli effetti immediati. Il “buon falconiere”, secondo l’Imperatore svevo, doveva riunire in se stesso grande padronanza di sé, solida intelligenza, buona memoria, coraggio e tenacia, in mancanza delle quali le sue cognizioni pratiche sarebbero state senza vita. Tutte queste doti erano altresì necessarie per il buon governante. Per questo, per lo svevo, la falconeria era così importante, ed andava ben oltre lo svago oppure la mera pratica “artigianale”. Mi si lasci finire con delle parole, tratte dal “&lt;i style=""&gt;De arte venandi cum avibus&lt;/i&gt;”, che, in loro stesse, racchiudono tutta la filosofia di Federico: “In questo trattato di falconeria è Nostra intenzione mostrare le cose che sono, come sono, e presentarle come un’arte precisa”.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;Andrea A. Ianniello&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1452184671391168608-4345674485886109311?l=casolla.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://casolla.blogspot.com/feeds/4345674485886109311/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1452184671391168608&amp;postID=4345674485886109311' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/4345674485886109311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/4345674485886109311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://casolla.blogspot.com/2009/09/federico-ii-caserta.html' title='Federico II a Caserta'/><author><name>benito aka syd barrett</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343328362835048698</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SCYDF__kiNI/AAAAAAAAADA/cdRi5Se1-d0/S220/syd_barrett.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1452184671391168608.post-1188624291986807077</id><published>2009-06-23T12:36:00.000+02:00</published><updated>2009-06-23T12:38:11.064+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_2cOEO-_CEM4/SkCwS0vt4EI/AAAAAAAAAG0/rNps5Wl5Tbw/s1600-h/500Abruzzo.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 226px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_2cOEO-_CEM4/SkCwS0vt4EI/AAAAAAAAAG0/rNps5Wl5Tbw/s320/500Abruzzo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350470194759065666" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"500 libri per la Biblioteca di Tempera in Abruzzo"&lt;br /&gt;partecipano: l'associazione Liberalibri e la casa editrice Vozza Editore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1452184671391168608-1188624291986807077?l=casolla.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://casolla.blogspot.com/feeds/1188624291986807077/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1452184671391168608&amp;postID=1188624291986807077' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/1188624291986807077'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/1188624291986807077'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://casolla.blogspot.com/2009/06/500-libri-per-la-biblioteca-di-tempera.html' title=''/><author><name>benito aka syd barrett</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343328362835048698</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SCYDF__kiNI/AAAAAAAAADA/cdRi5Se1-d0/S220/syd_barrett.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_2cOEO-_CEM4/SkCwS0vt4EI/AAAAAAAAAG0/rNps5Wl5Tbw/s72-c/500Abruzzo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1452184671391168608.post-162035898008190675</id><published>2009-03-19T12:40:00.001+01:00</published><updated>2009-03-19T12:42:19.150+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='attualità'/><title type='text'>“Nihilproject”, un’Esperienza Radicale</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CUsers%5CVozza%5CAppData%5CLocal%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt; 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Ed è &lt;i style=""&gt;qui&lt;/i&gt;, a mio avviso, la ragione principale del mio interesse per questo progetto (sito online: &lt;a href="http://www.nihilproject.org/"&gt;http://www.nihilproject.org/&lt;/a&gt;). &lt;b style=""&gt;Non&lt;/b&gt; che la componente musicale sia secondaria, affatto, ma non è che un linguaggio, per cui potremmo dire che “Nihil Project” è un progetto che si esprime in modo speciale in musica, ma non è un mero progetto musicale, bensì culturale “&lt;i style=""&gt;lato sensu&lt;/i&gt;” inteso. E, mi sia consentito dirlo a chiare lettere, si tratta di una cosa rara di questi tempi. Perché quest’aridità culturale imperante? Perché questa vera e propria “fifa” per qualsiasi cambiamento, per qualsiasi non conformismo?! Siamo nell’era dell’apparente libertà e del conformismo mentale di fondo. E’ una cosa terrificante questo cumulo di pensiero negativo e statico che porta quest’umanità alla dissoluzione, comportamento da “lemming”. Ricordiamo cosa diceva il Buddha: “&lt;b style=""&gt;Tutto ciò che siamo è il risultato di ciò che abbiamo pensato&lt;/b&gt;”. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Il progetto è interessante per due motivi: &lt;i style=""&gt;a&lt;/i&gt;) la musica che sviluppa è particolare, nasce dall’accostamento di correnti musicali molto diverse, con una particolare attenzione, però, al folk britannico; &lt;i style=""&gt;b&lt;/i&gt;) il progetto culturale pone accanto delle tendenze apparentemente contraddittorie, focalizzandosi sulla spiritualità. quest’ultimo tema, però, in luogo di accoppiarlo con il conservatorismo, più o meno “illuminato”, se ne distanzia e vi avvicina piuttosto ad una tendenza “radicale”, nel senso &lt;b style=""&gt;vero&lt;/b&gt; del termine. Esser radicali &lt;i style=""&gt;non vuol dire&lt;/i&gt; far parte di un determinato partito politico, &lt;b style=""&gt;men che meno&lt;/b&gt; far parte del neoliberismo, ma, invece, significa “andare alla radice dei problemi” ed i problemi di oggi nascono da un “taglio” operato nei confronti della spiritualità, che, tra l’altro, si vuole ben infissa dentro limiti “confessionali”, errore madornale, padornale, zia-ornale, nonnornale, giornale, e chi più ne ha più ne metta. Errore di prospettiva, come si dice. Ma un’unione degli opposti come quella proposta dal “Nihil Project” non la si vedeva dai tardi anni Sessanta; e nessuna paura di sperimentare, non è poco di ‘sti tempi. Dal punto di vista musicale, non come progetto culturale, il duo risente molto della psichedelica anni Settanta, quindi ci son questi due piani, reciprocamente interrelati, però. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Veniamo al percorso specificamente del duo, che ci farà comprendere le loro radici meglio di tante parole. Il primo lavoro è significativamente intitolato “Il Tramonto dell’Occidente” (2001, con aggiunte del 2002), e contiene una traccia intitolata “Beating about the Bush”, gioco di parole tra “bush”, cespuglio, e Bush, l’ex-presidente Bush II (Bush figlio, intendo). Ma il resto dei titoli dei pezzi è di natura “&lt;i style=""&gt;evoliana&lt;/i&gt;” in modo inequivocabile: si va da “La Metafisica delle vette” al primo pezzo, che s’intitola “Uomini e rovine”, più Evola di così… Al “Nihil Project” va riconosciuto il merito, &lt;b style=""&gt;storico&lt;/b&gt;, a mio avviso, di aver sdoganato questi temi fuori dalla solita cultura di destra, che, in realtà, non ha fatto che imbalsamare Evola, perdendone la lezione vitale per fissarsi con forme passate. Ma, &lt;i style=""&gt;esperientia docet&lt;/i&gt;, è praticamente impossibile convincere certi ambienti di non essere i “possessori” di qualcosa che, &lt;b style=""&gt;per sua natura&lt;/b&gt; &lt;b style=""&gt;stessa&lt;/b&gt;, non può esser proprio di un’epoca, di un ambiente politico, di un’individualità, per quanto eminente. Si tratta di un pensiero indubbiamente troppo complesso e profondo per certe menti. Il “Nihil Project” ha fatto questo senza parlare, discutere inutilmente, ha semplicemente fatto un suo percorso: così si operano i cambiamenti veri. Tornando al percorso musicale dei “Nihil Project”, dopo il lavoro appena citato, segue “Paria” (2003), misto di elettronica, industrial, minimalismo, free jazz, musica sacra. Lavoro molto eclettico ma non ellittico, nel senso che si rintraccia sempre la loro “linea” di sviluppo, di là degli inevitabili alti e bassi che la sperimentazione comporta: quando si sperimenta si deve accettare quest’oscillazione come inevitabile. Sarà per questo che in Italia se ne ha tanta paura? Sarà per questo che l’italico preferisce sempre le stantie false sicurezze di plastica e stagnola inconsistente. Viene poi “Samhain”, la festa celtica, dove “si adora il tempio della Natura”, ed anche qui quest’ apertura verso tali tematiche, molto “evoliane” anch’esse, tale apertura, però, è &lt;i style=""&gt;totalmente&lt;/i&gt; &lt;b style=""&gt;svincolata&lt;/b&gt; da qualsiasi “retorica di destra”, ed è un merito, di nuovo, notevole. Davvero “The Times They are a-Changing”, i “Tempi stan cambiando”, come recita la vecchia canzone. Più che altro si tratta di un clima che si modifica pian piano e non trova corrispondenza nelle tendenza dominanti al momento presente, questo è. Tendenze dominanti in &lt;b style=""&gt;qualsiasi&lt;/b&gt; campo, ed è questo il bello. Che, poi, la “destra” di oggi sia solo e soltanto retorica di pseudo-identarismo è chiaro, oltre ogni ragionevole dubbio. Ma, intanto, “certe” idee continuano, passano di mente in mente. Sono nell’aria, ed è questo che conta, alla fin fine. Noi non siamo i “possessori” di queste idee, che provocano effetti, sorprendenti ed inaspettati. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;L’ultimo lavoro del duo è “Plough Plays” (2006), dove a mio avviso l’interesse per il folk britannico la fa da padrone, pur nel percorso che si è brevemente, sinteticamente accennato in quest’articolo. Quest’ultimo lavoro sarà ripresentato in italiano a breve. Un’altra componente, che si è volutamente lasciata per ultima&lt;i style=""&gt;, last but not least&lt;/i&gt; come suol dirsi, è quella, senz’alcun dubbio, &lt;b style=""&gt;futurista&lt;/b&gt;. Direi che si tratta di un gruppo “futurista” nello &lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;spirito&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; sperimentale, ovviamente &lt;i style=""&gt;non&lt;/i&gt; nelle forme né nel linguaggio, chiaro. &lt;i style=""&gt;Tempus irreparabile fugit&lt;/i&gt;, passa inevitabilmente ed &lt;b style=""&gt;irriversibilmente&lt;/b&gt; il tempo… Non si può “&lt;i style=""&gt;revertere&lt;/i&gt;”, far girare all’indietro. In &lt;b style=""&gt;questo&lt;/b&gt; mondo, chiaro, in &lt;i style=""&gt;altri&lt;/i&gt; mondi la cosa è diversa… Ma fermiamoci costì.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;Andrea A. Ianniello&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1452184671391168608-162035898008190675?l=casolla.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://casolla.blogspot.com/feeds/162035898008190675/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1452184671391168608&amp;postID=162035898008190675' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/162035898008190675'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/162035898008190675'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://casolla.blogspot.com/2009/03/nihilproject-unesperienza-radicale_19.html' title='“Nihilproject”, un’Esperienza Radicale'/><author><name>benito aka syd barrett</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343328362835048698</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SCYDF__kiNI/AAAAAAAAADA/cdRi5Se1-d0/S220/syd_barrett.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1452184671391168608.post-9156190747428662939</id><published>2008-12-09T14:04:00.003+01:00</published><updated>2008-12-09T14:19:41.870+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='architettura'/><title type='text'>casa del fascio</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a style="font-family: verdana;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_2cOEO-_CEM4/ST5tFylyj3I/AAAAAAAAAEQ/Iwsg469eJMs/s1600-h/casa+del+fascio_casolla.net.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 200px; height: 269px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_2cOEO-_CEM4/ST5tFylyj3I/AAAAAAAAAEQ/Iwsg469eJMs/s320/casa+del+fascio_casolla.net.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5277775759571849074" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;o:smarttagtype style="font-family: verdana;" namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" name="PersonName"&gt;&lt;/o:smarttagtype&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !mso]&gt;&lt;object classid="clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D" id="ieooui"&gt;&lt;/object&gt; &lt;style&gt; st1\:*{behavior:url(#ieooui) } &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal  {mso-style-parent:"";  margin:0cm;  margin-bottom:.0001pt;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:12.0pt;  font-family:"Times New Roman";  mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1  {size:595.3pt 841.9pt;  margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm;  mso-header-margin:35.4pt;  mso-footer-margin:35.4pt;  mso-paper-source:0;} div.Section1  {page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable  {mso-style-name:"Tabella normale";  mso-tstyle-rowband-size:0;  mso-tstyle-colband-size:0;  mso-style-noshow:yes;  mso-style-parent:"";  mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;  mso-para-margin:0cm;  mso-para-margin-bottom:.0001pt;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:10.0pt;  font-family:"Times New Roman";  mso-ansi-language:#0400;  mso-fareast-language:#0400;  mso-bidi-language:#0400;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt; font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;E’ stato pubblicato l’importante volume dedicato al restauro della Casa del Fascio a Caserta, nella centralissima Piazza Mercato (vecchia), con il titolo: Raffaele Cutillo – Luigi Spina, &lt;i style=""&gt;ex Casa del Fascio Caserta, cronaca di un cantiere in avanzamento&lt;/i&gt;, Electa 2008. E, in effetti, si tratta della documentazione delle fasi del restauro, passo dopo passo, con tutta una serie di belle foto, sia in bianco e nero che a colori. Tali foto documentano dello stato dell’edificio prima dei restauri, dopo i restauri – il restauro essendo stato completato il 28 aprile di quest’anno -, così come anche della zona centralissima nella quale il detto edificio sorge. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt; font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt; font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Si tratta di un’opera molto interessante, anche perché fa fare delle significative considerazioni sull’architettura attuale, o, per meglio dire, sull’&lt;i style=""&gt;anti&lt;/i&gt;-architettura dell’epoca presente. Difatti, quest’edificio emerge come un edificio che ha uno stile in una piazza tipica dell’epoca nostra, caratterizzata dall’assenza di uno stile, dalla costruzione come mera quantità abitativa e riempimento dello spazio, senza “segnarlo” in alcun modo. L’epoca finale della modernità, così, è riuscita in ciò che nessuna civiltà mai aveva compiuto: costruire qualcosa di assolutamente senza senso, senza valore, che non “segna” il paesaggio, ma è solo la proiezione di una relazione economico-quantitativa tra un possessore di capitale, che ha investito il detto capitale, ed uno o più compratori; e che tali compratori siano pubblici o privati non cambia l’anti-senso di tale “architettura”. &lt;st1:personname productid="La Casa" st="on"&gt;La Casa&lt;/st1:personname&gt; del Fascio, invece, ha uno stile, che può piacere o non. E lo stile è &lt;b style=""&gt;sempre&lt;/b&gt; l’esternazione di un’ideologia, un’ideologia “tacita”, per questo ben più pregnante di un’ideologia esplicita, e per questo ben più pervadente. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt; font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt; font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Ogni civiltà, costruendo, ci dice chi e cosa essa è. L’attuale &lt;i style=""&gt;anti&lt;/i&gt;-civiltà dice al mondo che solo la relazione di scambio conta, il senso, il significato non hanno alcun posto in detta “civiltà”. Viviamo in un vuoto spinto, dove siamo tanti micro-atomi separati. Nell’assenza di senso ecco che ognuno reclama senso a gran voce, che sia sui muri imbrattati o sia sul web, “sparandole” a volte grosse pur di ottenere attenzione. Ciò significa che il mondo, nonostante tutto, è vivo, e necessita di un senso, di un orientamento, di una direzione, di un “qualcosa” infine, ma non lo trova guardandosi intorno: allora sogna. Sogna il senso perduto. &lt;b style=""&gt;Il&lt;/b&gt; senso, univoco, che il nichilismo, che non è l’assenza di senso ma la pluralità di sensi nessuno di essi essendo però “Il” Senso, è un’esigenza che sopravvive nonostante tutto, ma che non può esser soddisfatta perché la gente comune manca della cultura necessaria per farlo e le classi sia ecclesiale sia intellettiva non sanno ri-dare ciò che si è perduto. Ciò mi ricorda il detto di Adorno: “L’invidia degli dèi sopravvive agli dèi”. Ma torniamo alle questioni architettoniche. Guardando &lt;st1:personname productid="La Casa" st="on"&gt;la Casa&lt;/st1:personname&gt; del Fascio immediatamente sovviene l’Eur di Roma: in effetti, quello è lo stile, l’ultimo stile prima delle “macchine per abitare” di dopo la guerra, quell’&lt;i style=""&gt;anti&lt;/i&gt;-stile di mega-strutture – la “sindrome dell’aeroporto” la chiamo – senza segni e senza significato, che si possono fare dovunque, uniformizzate, uniformizzanti, da Chicago alla Papuasia (Papua Nuova-Guinea), da Singapore a New York, da Milano al Borneo, al Brasile, in Sudafrica e nelle zone polari. L’unica differenza è &lt;b style=""&gt;quanto&lt;/b&gt; denaro si vuole investire. Non conta nient’altro, in realtà.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt; font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Non lo dico io ma importanti architetti, l’Eur è stato l’ultimo momento, in Italia, in cui abbiam visto un’architettura, uno stile. Questo &lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;non ha niente a che spartire con la glorificazione del fascismo&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;, perché lo “stile anni Trenta” del secolo scorso si concepiva come &lt;i style=""&gt;riaffermazione&lt;/i&gt; dello stato nei confronti delle forze, allora già preponderanti, del mercato, forze che hanno vinto – e definitivamente – nell’ultimo scorso del secolo scorso, per poi essere del tutto incapaci di &lt;b style=""&gt;gestire&lt;/b&gt; il loro stesso successo, e siamo dove siamo. In Germania vi era lo stesso stile, anche se, come sempre, affetto dalla megalomania tedesca. In Russia si ha lo stesso stile, affetto dallo stalinismo. Insomma, ed è un punto importante, tale stile “anni Trenta” è &lt;i style=""&gt;indipendente&lt;/i&gt; dalle diverse ideologie, ma si concentra sulla riaffermazione dello stato, qual che sia, poi, l’ideologia di riferimento per tale riaffermazione, ideologia proletaria o nazionalistica. Da ciò derivano, dunque, vasti piani di tipo urbanistico, piazze, arterie larghe, &lt;b style=""&gt;l’esatto contrario di oggi&lt;/b&gt;!, edifici di stile neoclassicheggiante, ma rielaborati fra modernità e neoclassicismo. Tra l’altro, vi è persino un tendenza ad un certo ritorno al simbolismo, per quanto nascosta: per esempio, è stato dimostrato che vi sono valenze simboliche nel Mausoleo di Lenin della Piazza Rossa di Mosca. Si guardi &lt;st1:personname productid="La Casa" st="on"&gt;la Casa&lt;/st1:personname&gt; del Fascio e poi tutti gli altri edifici moderni di Piazza Mercato: è l’unico edificio che significhi qualcosa, il resto sono “macchine per abitare”, per soddisfare l’esigenza, istintiva ed animale, dell’uomo di avere una casa, un rifugio, una “tana”. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt; font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt; font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;E che quest’effetto di senso avvenga, ripeto, &lt;i style=""&gt;non ha niente a che spartire con la glorificazione di passate ideologie&lt;/i&gt; ma, invece, &lt;b style=""&gt;ci fa capire in che razza di abisso architettonico siamo sprofondati&lt;/b&gt;, particolarmente in Italia, particolarmente nel Sud. E Caserta è un esempio preclaro di tale oscurità somma, impenitente, immonda, noiosa ed insipida, in un mondo dove la mediocrità più becera regna sovrana come un ragno velenoso, tutto infettando con i suoi liquami mentali.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right; font-family: verdana;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Andrea A. Ianniello&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1452184671391168608-9156190747428662939?l=casolla.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://casolla.blogspot.com/feeds/9156190747428662939/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1452184671391168608&amp;postID=9156190747428662939' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/9156190747428662939'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/9156190747428662939'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://casolla.blogspot.com/2008/12/casa-del-fascio.html' title='casa del fascio'/><author><name>benito aka syd barrett</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343328362835048698</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SCYDF__kiNI/AAAAAAAAADA/cdRi5Se1-d0/S220/syd_barrett.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_2cOEO-_CEM4/ST5tFylyj3I/AAAAAAAAAEQ/Iwsg469eJMs/s72-c/casa+del+fascio_casolla.net.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1452184671391168608.post-3856098042914703443</id><published>2008-12-02T14:56:00.002+01:00</published><updated>2008-12-02T14:58:22.399+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='attualità'/><title type='text'>gambero rosso</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Nell’ultimo numero della rivista, storica, “Gambero Rosso” (anno 16, n. 202, novembre 2008), vi è il primo editoriale del nuovo direttore, cambiato dopo ben vent’anni. Si tratta di un cambiamento che “era nell’aria”, per molti motivi, non ultimo i problemi che si sono verificati sia nell’emittente Gambero Rosso che in altre attività nelle quali l’originaria rivista si è andata allargando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A mio avviso, il vero problema è stato che han voluto “fare il passo più lungo della gamba”, impegolandosi in troppe attività, e non rimanendo focalizzati sulla rivista e le attività di riferimento (non ultima “La città del gusto”, che ha sedi a Roma e Napoli). Ma dietro c’è dell’altro, perché, essendomi capitato di recensire tale rivista sulla testata, il cui nome è stato modificato, de “Il Giornale di Caserta”, era ormai chiaro che vi fosse una spaccatura fra due gruppi e due orientamenti. Il primo suggeriva di continuare com’era solita la rivista, solo ristrutturando le attività di complemento, l’altro di politicizzarsi sempre più, assieme al discorso sulla Terra di Pinin Farina e di Slow Food. La ristrutturazione si è dovuto farla prima del previsto, complice la crisi attuale in atto, ma sembra, anche a leggere l’Editoriale del nuovo direttore (Daniele Cernilli), che abbia vinto il primo orientamento, perché Cernilli dice che “Il Gambero Rosso”, come rivista, continuerà come prima – il resto invece cambierà – e che la rivista ha ormai accumulato un patrimonio di esperti e di rubriche sul quale continuare a puntare. Insomma: la sicurezza in tempi di crisi, nessuna forma d’avventura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma dietro c’è dell’altro: occorrerebbe davvero poter fare un discorso più vasto su questo temi, sulle tendenze di fondo della cucina italiana e su come essa abbia o stia reagendo alla globalizzazione che mescola ed ibrida i sapori (ve ne sarà, forse, occasione). Per far presentire la questione, ricordo che, ibidem a pag. 14, vi è un breve, ma interessante articolo, intitolato “Cucina neoprotezionista”. In attesa del momento in cui trattare più estesamente la questione, si parlerà ora del numero di novembre, dedicato soprattutto, com’è costume, ai vini. Si tratta di un mercato in cambiamento profondo, e le cui tendenze si comprenderanno meglio nei mesi a venire. Per ora, basti ricordare che la locomotiva statunitense perde colpi anche qui, ma, ed è il punto, i cosiddetti “mercati emergenti” non sembrano, in alcun modo, capaci di prenderne il posto, almeno al momento, e si limitano a rimpiazzarne soltanto parzialmente il ruolo. Venendo, senza ulteriori indugi, al vino, si tratta dei famosi “Tre bicchieri” dati dal “Gambero Rosso”, i “Tre Bicchieri” per l’anno prossimo. E veniamo a quel che c’interessa di più, il ruolo della Campania. Li elencherò tutti: “Terre del Principe Ambruco ’06. Marisa Cuomo Costa d’Amalfi Fior d’Uva ’07. Villa Matilde Falerno del Massico Camarato ’04. Colli di Lapio Fiano d’Avellino ’07. Rocca del Principe Fiano d’Avellino ’07. Villa Diamante Fiano d’Avellino Vigna della Congregazione ’06. Tenuta Adolfo Spada Gladius ’06. Pietracupa Greco di Tufo ’07. Feudi di San Gregorio Greco di Tufo Cutizzi ’07. Mastroberardino Greco di Tufo Novaserra ’07. Montevetrano Montevetrano ’06. Cantina del Taburno Taburno Aglianico Bue Apis ’04. Contrade di Taurasi Taurasi ’04. Mastroberardino Taurasi ‘Naturalis Historia’ ’04. Salvatore Molettieri Taurasi Vigna Cinque Querce ’04. Galardi Terra di Lavoro ‘06” (ibid., p. 46). Tutte bottiglie di pregio, ma voglio sottolineare la presenza di tre produttori della Provincia di Caserta, Terre del Principe, Villa Matilde e Galardi. Tra l’altro, l’Aglianico di Villa Matilde, per tacere dell’ottima Falanghina, Aglianico dell’anno scorso (2007), si è collocato tra i cento migliori vini del mondo e la cantina della Villa Matilde si è aggiudicata il premio Cantina dell’Anno (per l’Italia) datole da “Wine Spirits”, prestigiosa testata (online: http://www.wineandspiritsmagazine.com/). Inoltre, il Galardi Terra di Lavoro – aglianico e falerno – è stato giudicato tra i dieci migliori vini del mondo per il Terra di Lavoro 2005, l’edizione precedente al 2006, recensito da “Il Gambero Rosso”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’altra notazione. Tra gli “Itinerari golosi” che, in ogni numero, la rivista presenta e recensisce, questa volta c’è “Lazio segreto”, e parla della transumanza, sia delle pecore che delle splendide vacche maremmane del Lazio del Nord. A parte il viterbese ed un luogo che mi ha sempre colpito, Allumiere, dove si fa pure il Palio, ma di asini, sui Monti della Tolfa, teatro di una mini-corsa all’oro anni fa, sono recensiti (ibid., p. 202 e sgg.) delle località che, in realtà, facevano parte del Regno delle Due Sicilie e della Provincia di Caserta, come la Fattoria della Capretta bianca, loc. Sant’Angelo in Theodice, via Mandrine 5, Cassino, e La Marzolina, loc. Maranola, via San Luca 10, Formia, ai piedi del Parco Regionale degli Aurunca, ambedue specializzati in “marzoline”. “La Marzolina è un formaggio che si presenta con forma cilindrica, piccola pezzatura, sapore salato, fresco o stagionato (fino anche 1 anno). Può essere aromatizzato in bagno d’oliva con aromi (al momento della vendita) o conservato sott’olio aromatizzato” (ibid., p. 196). Nel frusinate, invece, il clima cambia ed è la pecora ad esser protagonista, come nel Pecorino di Picinasco, originario proprio della località di Picinasco (Fr) (www.casalawrence.it), oppure il formaggio di capra, come a Settefrati (Fr), azienda San Maurizio, via Colle Pizzuto (telefonare prima della visita).&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;                                                                  Andrea A. Ianniello&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1452184671391168608-3856098042914703443?l=casolla.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://casolla.blogspot.com/feeds/3856098042914703443/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1452184671391168608&amp;postID=3856098042914703443' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/3856098042914703443'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/3856098042914703443'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://casolla.blogspot.com/2008/12/gambero-rosso.html' title='gambero rosso'/><author><name>benito aka syd barrett</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343328362835048698</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SCYDF__kiNI/AAAAAAAAADA/cdRi5Se1-d0/S220/syd_barrett.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1452184671391168608.post-430584242595497043</id><published>2008-11-20T12:31:00.005+01:00</published><updated>2008-12-09T14:20:16.061+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='attualità'/><title type='text'>Connessioni inattese… per una reale libertà di discutere</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal  {mso-style-parent:"";  margin:0cm;  margin-bottom:.0001pt;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:12.0pt;  font-family:"Times New Roman";  mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1  {size:612.0pt 792.0pt;  margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm;  mso-header-margin:36.0pt;  mso-footer-margin:36.0pt;  mso-paper-source:0;} div.Section1  {page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable  {mso-style-name:"Tabella normale";  mso-tstyle-rowband-size:0;  mso-tstyle-colband-size:0;  mso-style-noshow:yes;  mso-style-parent:"";  mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;  mso-para-margin:0cm;  mso-para-margin-bottom:.0001pt;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:10.0pt;  font-family:"Times New Roman";  mso-ansi-language:#0400;  mso-fareast-language:#0400;  mso-bidi-language:#0400;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Si è svolto il 15 novembre scorso, all’Istituto Studi Filosofici di Napoli, l’incontro annuale organizzato dall’Associazione “Le Connessioni Inattese” (http://www.leconnessioniinattese.com/).&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Il tema è, sempre, quello delle “Connessioni inattese” tra le cose, ed è stato intitolato: “la Storia, La Scienza, la Propaganda”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;L’incontro, ricco di ospiti, per cui non sarà possibile semplicemente riassumerlo, è stato introdotto da Alessandro Scuotto, attuale presidente dell’Associazione, ed è stato moderato da Giuseppe e Roberto Germano. I due fratelli Germano, attivi membri dell’Associazione, i quali non si limitano a parlare di “interdisciplinarità” per farsi belli nei convegni facendo appello a ciò che non si pratica né si condivide nel profondo, ma, invece, cercano davvero di praticarla. Giacché solo l’interdisciplinarità, purché non sia una mera enunciazione di principio che a nulla impegna, può schiudere sguardi diversi, così necessari dopo quest’aridissimo ultimo ventennio di chiusura a riccio nelle proprie discipline, con tante lodevoli eccezioni, purtroppo, però, rimane vero che “una rondine non fa primavera”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Come s’è detto, non si può riassumere, ma solo sottolineare qualche aspetto, qualche intervento, e fare qualche osservazione, molto brevemente d’altra parte. Ci vorrebbe, infatti, un grosso spazio per discutere specificamente delle tesi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;La mattina si è focalizzata sul rapporto tra mito e storia, dove Flavio Barbiero ha parlato della sua ipotesi di scenario atlantideo dell’origine delle civiltà, cioè partendo dal mito per approdare alla storia, e Giorgio Galli, anche presentando il suo ultimo libro, ha svolto, invece, lo scenario inverso: dalla storia al mito. Come la storia si “rimitizza”, e come il mito si storicizza: connessioni inattese. Sia detto per inciso, la &lt;b style=""&gt;teoria&lt;/b&gt; (&lt;i style=""&gt;non è affatto&lt;/i&gt; solo “un’ipotesi”) di Barbiero che l’Atlantide sia in Antartide è vicinissima al vero. Tirando le somme: storia e mito, in luogo di esser così opposte, come la visione &lt;i style=""&gt;razionalistica&lt;/i&gt; sostiene, intrattengono fra di loro delle &lt;b style=""&gt;costanti&lt;/b&gt;, ed ecco il punto vero, “Connessioni inattese”. Il tutto rientra in un’esigenza che si sente da più di vent’anni ma che gli eventi politici, le tendenze mondiali, le correnti mentali e il corso fatale della storia hanno sinora impedito che venisse davvero alla luce, il tutto perdurando in mille rivoli di critica e d’esigenze nuove che non rientrano nel quadro che ci è stato, con la forza e senza nessuna “libertà”, di fatto, imposto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;L’esigenza è: la critica del razionalismo, la critica ed il liberarsi di una serie di “paradigmi epistemologici” moderni che, ormai, vanno stretti per il semplice fatto che ci sono mille ed una cosa che più non si spiegano. Ed allora, o uno chiude gli occhi e segue l’accademismo asfittico imperante, magari ha tutti i mezzi che vuole, vive bene, ma non è soddisfatto internamente, oppure sceglie di essere “soddisfatto internamente”, con tutti i rischi ed i “pagamenti” cui si è fatalmente costretti. Purtroppo, siamo tutti stati obbligati alla scelta, che ci piacesse o non.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Ed è proprio in relazione a questo problema che si è svolto l’intervento del premio Nobel Brian D. Josephson, che non è il “signor nessuno”, ma che predisse, nel 1962, l’effetto che ha dato luogo alla “Giunzione Josephson” (http://it.wikipedia.org/wiki/Giunzione_Josephson), legata alla questione dei “superconduttori” (http://it.wikipedia.org/wiki/Superconduttori). Prendendo spunto dal caso del reverendo anglicano M. Reiss che, per aver solo ammesso che l’ipotesi creazionista potesse esser &lt;b style=""&gt;discussa&lt;/b&gt;, &lt;i style=""&gt;senza credere in essa&lt;/i&gt;, è stato licenziato. Josephson, nel suo intervento a tratti umoristico, all’inglese, ma, in realtà, molto duro, attacca l’idea di “scienza” in voga oggi, dove molte ipotesi che non sono nemmeno più tali, come la “memoria dell’acqua”, la fusione fredda, la telepatia (studiata proprio da Josephson stesso), fanno porre il malcapitato in quello che lui chiama “l’inferno degli eretici”. L’idea è che “chi abbia convinzioni non possa discutere razionalmente”, ma Josephson attacca frontalmente quest’idea e dimostra che va “nell’inferno degli eretici” non solo chi la pensa diversamente, ma pure chi solo vuol &lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;discutere&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; d’ipotesi “non conformi” al “&lt;i style=""&gt;diktat&lt;/i&gt;” in auge. E’ un punto importantissimo quello sollevato da Josephson, e che venga da uno della sua &lt;b style=""&gt;autorevolezza&lt;/b&gt; non fa che avvalorare l’esigenza della quale si diceva qui sopra.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Il suo intervento ha sollevato molte domande, anche oltre alle domande di rito fatte a tutti gli intervenuti, dimostrando che si tratta del “&lt;i style=""&gt;clou&lt;/i&gt;” di tutto, del tema che &lt;b style=""&gt;sottace&lt;/b&gt; a tutte le “Connessioni inattese”: è il “&lt;i style=""&gt;trait d’union&lt;/i&gt;” fra tutte le questioni sollevate nell’incontro. Ebbene, alle domande fattegli, Josephson ha risposto che si augura senza dubbio che vi siano possibilità di cambiare, che lui è ben felice ogni qual volta si faccia qualcosa in tal senso, che questa vera e propria censura non potrà durare in eterno, che altre volte le cose sono cambiate, ma che, d’altro canto, bisogna esser consapevoli della &lt;b style=""&gt;potenza&lt;/b&gt; delle &lt;i style=""&gt;forze&lt;/i&gt; attive, che non vanno sottovalutate.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;A questo punto, qualche mia breve osservazione. E’ così, tali forze sono preponderanti, però è anche vero che siamo ad un “punto di svolta” per il quale continuare come s’è fatto per vent’anni circa è suicidio puro, e non crediamo alle “belle balle” sulla “ricerca”, perché hanno fatto fuori tante linee che avrebbero potuto portare ad importanti risultati. Josephson mette il dito sulla piaga: &lt;i style=""&gt;ma quale democrazia, ma quale &lt;b style=""&gt;vera&lt;/b&gt; libertà, se persino il solo discutere &lt;/i&gt;– &lt;b style=""&gt;non&lt;/b&gt; si parla di condividere…! – &lt;i style=""&gt;se il &lt;b style=""&gt;mero&lt;/b&gt; discutere è impedito&lt;/i&gt;?! E questo detto da un premio Nobel ha tutt’altro peso che detto da “Tizio Caio”, con tutto il rispetto per tutti i “Tizio Caio” del mondo, ha un peso diverso perché significa che siamo ad una sorta di “punto di saturazione”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;“Che fare” allora (il famoso “&lt;i style=""&gt;Cto delat&lt;/i&gt;”). Due punti base: &lt;b style=""&gt;1&lt;/b&gt;) ci devono essere spazi dove si discutono le ipotesi &lt;b style=""&gt;minoritarie&lt;/b&gt;: anche loro debbono avere un posto; noi non abbiamo niente contro le idee dominanti, ma &lt;i style=""&gt;chiediamo che anche le idee minoritarie possano &lt;b style=""&gt;competere&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;, ciò che oggi non accade, &lt;b style=""&gt;mai&lt;/b&gt;; 2) la scienza &lt;b style=""&gt;non&lt;/b&gt; si salva da sola.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Questo punto ha sollevato interrogativi, anche in relazione alla teoria, validissima, di Barbiero, che non è altro se non uno scienziato dilettante. Josephson ha detto che è ben consapevole che tante delle idee più importanti della scienza, le cui applicazioni vediamo nel quotidiano, son venute da scienziati dilettanti, ma com’è la scienza oggi, le possibilità che le idee di un dilettante siano discusse sono “scarsissime” (si tratta di un eufemismo, è chiaro…). “Dilettante” &lt;b style=""&gt;non&lt;/b&gt; è una cattiva parola, anzi non lo era, ma oggi lo è diventato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Torniamo al punto-base: anche le ipotesi e le idee minoritarie debbono avere una posizione, debbono poter essere discusse, apertamente, non in conventicole. Occorre rimettere in moto quel processo arenatosi per il quale le idee dei cosiddetti “dilettanti” entravano nelle discussioni dei cosiddetti “specialisti”, cioè quelli che, a furia di “specializzarsi”, non sanno nemmeno alla lontana cosa possano essere le “Connessioni inattese”, cioè le scoperte &lt;b style=""&gt;vere&lt;/b&gt;, e che ormai sembrano un credo religioso e non un sapere “in ricerca”. Per questo, come Josephson ha dimostrato, ce l’hanno tanto con le religioni: un conto, ha sottolineato Josephson, è l’ateismo come convinzione, altro è come una sorta di “setta”. Più che ateismo, però, il punto è il &lt;i style=""&gt;paradigma epistemologico&lt;/i&gt; &lt;b style=""&gt;razionalistico&lt;/b&gt;, il punto vero è lì.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;In definitiva, il “dilettante” è chi prova “diletto”. E se studiare non ti provoca diletto allora sei entrato pienamente nella visione produttivistico-utilitaristica che tanto ha contribuito a rendere quest’umanità infelice, nel profondo. Questo mondo è squassato dal dolore, ma una delle sue cause principali sta in questa falsa visione, imposta al mondo, e per dei motivi tutt’altro che di tipo “economico”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: right;font-family:verdana;" align="right"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Andrea A. Ianniello&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1452184671391168608-430584242595497043?l=casolla.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://casolla.blogspot.com/feeds/430584242595497043/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1452184671391168608&amp;postID=430584242595497043' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/430584242595497043'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/430584242595497043'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://casolla.blogspot.com/2008/11/connessioni-inattese-per-una-reale.html' title='Connessioni inattese… per una reale libertà di discutere'/><author><name>benito aka syd barrett</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343328362835048698</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SCYDF__kiNI/AAAAAAAAADA/cdRi5Se1-d0/S220/syd_barrett.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1452184671391168608.post-2811581594368188366</id><published>2008-11-10T16:28:00.008+01:00</published><updated>2008-11-10T16:55:28.494+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musica'/><title type='text'>psychopathic romantics - altered education</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/xAM2OwcIbug&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/xAM2OwcIbug&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;psychopathic romantics&lt;/span&gt; - wait [video]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_2cOEO-_CEM4/SRhVOS1XB-I/AAAAAAAAAEI/qD4mZfYZfic/s1600-h/psychopathic+romantics+-+altered+education+-+casolla.net.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_2cOEO-_CEM4/SRhVOS1XB-I/AAAAAAAAAEI/qD4mZfYZfic/s320/psychopathic+romantics+-+altered+education+-+casolla.net.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5267053468271970274" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;http://www.myspace.com/psychopathicromantics&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il gruppo degli “Psychopathic Romantics” (o: “&lt;b style=""&gt;Romantix&lt;/b&gt;”, come qualcuno scrive in modo divertente), è un gruppo campano che ha fatto un cd interessante, nel piatto panorama italico: “&lt;i style=""&gt;Altered Education&lt;/i&gt;”, vale dire “Educazione Alterata”, titolo quanto mai adatto al momento che si vive. Il cd è del 2007, l’anno scorso, ed è stato registrato in Toscana. Indubbiamente, in relazione al suono che caratterizza la media dei gruppi italiani, e campani in particolare, scampanati e stonati come campane storte, questo “lavare i panni nell’Arno” ha fatto loro bene, molto bene. Le sonorità sono migliori, il suono più curato. Una scorsa ai titoli della canzoni ne dà piuttosto chiaramente il senso: “&lt;i style=""&gt;Altered Education&lt;/i&gt;”, “&lt;i style=""&gt;Religion fines&lt;/i&gt;” (&lt;i style=""&gt;Multe della religione&lt;/i&gt;), “&lt;i style=""&gt;The Masses&lt;/i&gt;” (&lt;i style=""&gt;Le Masse&lt;/i&gt;), “&lt;i style=""&gt;Fork in the Road&lt;/i&gt;” (&lt;i style=""&gt;Bivi sulla Strada&lt;/i&gt;), per dirne solo qualcuna. Il tema fondamentale è dato dal titolo stesso, l’educazione “alterata” dei nostri tempi, tema sul quale ci sarebbe molto da dire, ma si rimanda al cd, interessante anche perché presenta i testi delle canzoni, tutte in inglese. La scelta è discutibile, però è molto efficace: in questo caso non si tratto del solito, e ridicolo, scimmiottare dello &lt;b style=""&gt;pseudo-inglese&lt;/b&gt;&lt;i style=""&gt;in illo tempore&lt;/i&gt;”, dove lo stesso Feyerabend non voleva introdurre “nuovi criteri”, forse altrettanto scriteriati dei precedenti, ma solo che si aprisse la porta a visioni diverse. Poi queste ultime sarebbero entrate in una competizione, competizione non decisa in nessun caso “a tavolino”, come suol dirsi. Tornando alle questioni squisitamente musicali, il gruppo ha operato una ricerca per rinnovare quel sound &lt;b style=""&gt;cosiddetto&lt;/b&gt; “rock anni ‘70”, ma rinnovandolo. Si tratta della ricerca del suono del vero rock, oggi in gran parte disatteso. A mio avviso, si tratta di una scelta interessante, sebbene riuscita solo in parte. Non c’è che da dire al gruppo che continui sulla via del raffinamento sonore, riscoprendo queste sonorità, ma non certo per una vana ed inutile imitazione, invece per rinnovarle, anche profondamente ibridandole. Nulla si ripete meramente, ma, invece, le similarità si corrispondono, ognuna a suo modo e con diverse modalità. italico, sorta di gracchiare di gazze ladre che bramano, come cervi in calore, l’oggetto risplendente del successo internazionale che l’inglese può indurre, a differenza delle canzoni in solo italiano, forzatamente chiuse, piaccia o non, in Italia e nei paesi neo-latini. Qui c’è un’effettiva ricerca del significato, oltre che dell’assonanza, necessaria perché le parole possano esser adatte alla linea melodica della canzone. “‘Join the masses’ the priest said”: ““Unisciti alle masse’, disse il prete”. Mi sembra questa una frase molto significativa del cd. L’educazione alterata è quella che istupidisce, oggi diffusissima, come s’è detto. le nuove generazioni sono accuratamente rimbambite nelle scuole, pubbliche o private è solo questione di privilegio: qui ci sarebbe da discutere degli “statuti epistemologici”, ovvero dei criteri del giudizio della conoscenza. Ci siamo letteralmente “incagliati”, come una nave su di un banco di sabbia, sui paradigmi epistemologici del secolo XIX, o, al massimo, del primo Novecento: se va bene. E non va bene affatto! La vera rivoluzione sarebbe cominciare ad intaccare quei criteri “scientismi” che presiedono ai nostri studi, soprattutto universitari, per aprire anche ad altri criteri di giudizio della conoscenza, come Feyerabend consigliava “&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: right;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Andrea A. Ianniello&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1452184671391168608-2811581594368188366?l=casolla.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://casolla.blogspot.com/feeds/2811581594368188366/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1452184671391168608&amp;postID=2811581594368188366' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/2811581594368188366'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/2811581594368188366'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://casolla.blogspot.com/2008/11/psychopathic-romantics-altered.html' title='psychopathic romantics - altered education'/><author><name>benito aka syd barrett</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343328362835048698</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SCYDF__kiNI/AAAAAAAAADA/cdRi5Se1-d0/S220/syd_barrett.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_2cOEO-_CEM4/SRhVOS1XB-I/AAAAAAAAAEI/qD4mZfYZfic/s72-c/psychopathic+romantics+-+altered+education+-+casolla.net.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1452184671391168608.post-441963373599229847</id><published>2008-10-07T21:36:00.007+02:00</published><updated>2008-10-08T19:56:41.872+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='emergenze'/><title type='text'>italiani... bella gente!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_2cOEO-_CEM4/SOu9R2Ir4oI/AAAAAAAAAD4/axiDHxQ2tcE/s1600-h/pelican_www.casolla.net.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_2cOEO-_CEM4/SOu9R2Ir4oI/AAAAAAAAAD4/axiDHxQ2tcE/s320/pelican_www.casolla.net.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5254501504545186434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Molto probabilmente sono stati degli italiani... comunque sia è capitato in Italia e non dalle parti nostre al Sud, ma in zone che reputiamo più tranquille, dove lo stato fa il suo dovere [???]... ma il problema è che italiani lo siamo in tutta la penisola...&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;ecco il fatto:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;il 3 ottobre a Roma vengono a suonarci i Pelican, band di Chicago, abbastanza di nicchia se vogliamo, che s'impegna sul serio quando sta sul palco e senza "spararsi troppo le pose" (anche gran bel concerto per la cronaca n.d.a.). gente che suona per pochi soldi, giusto per il piacere di farlo. gente che non ci guadagna poi così tanto con la musica. ebbene, mentre facevano una visita al Colosseo li hanno derubati, portandosi via un pò di cose:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ecco di seguito l'intervento del gruppo dalle pagine del loro myspace:&lt;br /&gt;[http://www.myspace.com/pelican]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hey Everyone,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Our otherwise excellent tour of Europe hit a severe stroke of bad luck&lt;br /&gt;this week. Two days ago we had a spare half hour to spend in Rome&lt;br /&gt;before heading to the venue, so we decided to go see the Coliseum. We&lt;br /&gt;parked nearby and went to take a brief twenty minute walk around the&lt;br /&gt;area. When we returned to our van we found that it had been broken&lt;br /&gt;into, despite being parked on a major street in broad daylight. Four&lt;br /&gt;bags were stolen, the contents including computers, passports,&lt;br /&gt;wallets, ipods, our soundguy's microphone collection, and, most&lt;br /&gt;devastatingly, a number of personal journals and two portable&lt;br /&gt;recording devices containing hours of song ideas that are now lost&lt;br /&gt;forever.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The calculated loss of this theft is several thousands of dollars.&lt;br /&gt;Unfortunately our band only earns us a very meager living and some of&lt;br /&gt;us are already in the hole from years of trying to make a living as&lt;br /&gt;musicians. This incident therefore poses a devastating loss and puts&lt;br /&gt;us in a very compromised financial position. Although we realize that&lt;br /&gt;there is a worldwide financial crisis going on, if there are those of&lt;br /&gt;you who have the means and desire to help out our gratitude would run&lt;br /&gt;deeper than words could express. We've set up a Paypal account at the&lt;br /&gt;address pelicanrobbed@gmail.com. Anything you can offer, even simple&lt;br /&gt;condolences, would go a long way. Thanks so much for reading.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Edit: This is Laurent from Pelican. First, I wanted to thank EVERYONE who has responded with such warmth and kindness.&lt;br /&gt;We are immensely grateful. Beyond that, I wanted to append this blog entry to shed some light on the difficulties I AM personally facing as a result ...&lt;br /&gt;in doing this, I am looking to do no more than essentially respond to the ONE comment from someone that seems to suggest we should've expected this somehow,&lt;br /&gt;are unseasoned travelers, or should just get over it?!? During this robbery, I lost my passport and greencard and had ALL my credit cards used immediately by the thieves.&lt;br /&gt;The endless hours on the phone I've spent already to contest charges, on top of the stress of now being an identity-less French citizen simply trying to return home to the states, is so so difficult.&lt;br /&gt;I have traveled my whole life; this has NEVER happened to me. I lost hours of music that I wrote for Pelican, and there is no backup for this&lt;br /&gt;... my tour diary is gone, too. Countless moments of creativity and recollection at how hard we've worked and all we've been lucky to experience ...&lt;br /&gt;those moments are lost forever. I am pen and paper in hand all day trying to remember songs, memories, etc.&lt;br /&gt;just piecing my life together. We will persevere, and the kindness of our community is a huge help ... thank you for all your gestures of support.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;per chi abbia difficoltà con l'inglese ecco anche la traduzione qui di seguito:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Trevor de Brauw&lt;/strong&gt;, il chitarrista dei &lt;strong&gt;PELICAN&lt;/strong&gt;, ha raccontato quanto segue circa il furto subito dalla band a  Roma durante il tour di supporto a "&lt;strong&gt;City Of Echoes&lt;/strong&gt;":&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Il nostro altrimenti perfetto tour in Europa questa settimana è stato segnato  da un brutto episodio. Due giorni fa a Roma avevamo una mezzoretta di tempo libero  prima del concerto, così abbiamo deciso di andare a vedere il Colosseo. Abbiamo  parcheggiato nelle vicinanze e ci siamo fatti una passeggiata di una ventina di  minuti. Quando siamo tornati alla nostra auto, l'abbiamo trovata aperta, sebbene  si trovasse in un grande viale e in pieno giorno. Quattro borse con computer,  iPod, passaporti, portafogli e microfoni erano state rubate, ma la cosa più tragica  è che si erano portati via anche dei diari e dei registratori con ore di idee  per i nuovi pezzi. In denaro la perdita ammonta a diverse migliaia di dollari.  Sfortunatamente la nostra attività come band ci frutta ben pochi soldi e alcuni  erano già in difficoltà nel tentativo di crearsi una vita da musicisti. Questo  incidente è quindi una perdita devastante e compromette gravemente la nostra situazione  finanziaria. Sappiamo che c'è una grande crisi economica mondiale ma se ci fosse  qualcuno di voi che avesse i mezzi e il desiderio di darci una mano, la nostra  gratitudine sarebbe veramente indescrivibile a parole. Abbiamo aperto un conto  &lt;strong&gt;PayPal &lt;/strong&gt;all'indirizzo &lt;strong&gt;pelicanrobbed@gmail.com&lt;/strong&gt; per Chiunque di voi voglia offrirci un aiuto. Grazie mille per aver letto questo  messaggio.&lt;/em&gt;"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;mi sembra di aver linkato quanto bastava.&lt;br /&gt;buoni ragionamenti in merito...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1452184671391168608-441963373599229847?l=casolla.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://casolla.blogspot.com/feeds/441963373599229847/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1452184671391168608&amp;postID=441963373599229847' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/441963373599229847'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/441963373599229847'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://casolla.blogspot.com/2008/10/italiani-bella-gente.html' title='italiani... bella gente!'/><author><name>benito aka syd barrett</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343328362835048698</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SCYDF__kiNI/AAAAAAAAADA/cdRi5Se1-d0/S220/syd_barrett.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_2cOEO-_CEM4/SOu9R2Ir4oI/AAAAAAAAAD4/axiDHxQ2tcE/s72-c/pelican_www.casolla.net.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1452184671391168608.post-4609063724345535180</id><published>2008-09-09T21:48:00.004+02:00</published><updated>2008-09-09T22:23:01.498+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='attualità'/><title type='text'>lucio battisti (5/3/1943 - 9/9/1998)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_2cOEO-_CEM4/SMbaKSvtb5I/AAAAAAAAADw/geRSwgsejMA/s1600-h/lucio_battisti_casolla.net.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_2cOEO-_CEM4/SMbaKSvtb5I/AAAAAAAAADw/geRSwgsejMA/s320/lucio_battisti_casolla.net.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244118686485016466" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Invece di perder tempo in chiacchiere preferisco citarlo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non parlerò mai più, perché un artista deve comunicare con il pubblico solo per mezzo del suo lavoro."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/OCK9G_cjbJY&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/OCK9G_cjbJY&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1452184671391168608-4609063724345535180?l=casolla.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://casolla.blogspot.com/feeds/4609063724345535180/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1452184671391168608&amp;postID=4609063724345535180' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/4609063724345535180'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/4609063724345535180'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://casolla.blogspot.com/2008/09/lucio-battisti-531943-991998.html' title='lucio battisti (5/3/1943 - 9/9/1998)'/><author><name>benito aka syd barrett</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343328362835048698</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SCYDF__kiNI/AAAAAAAAADA/cdRi5Se1-d0/S220/syd_barrett.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_2cOEO-_CEM4/SMbaKSvtb5I/AAAAAAAAADw/geRSwgsejMA/s72-c/lucio_battisti_casolla.net.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1452184671391168608.post-8037025559375131838</id><published>2008-09-06T19:42:00.006+02:00</published><updated>2008-09-07T19:33:27.719+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='emergenze'/><title type='text'>emergenza incendi 2.0</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_2cOEO-_CEM4/SMLChFQcdJI/AAAAAAAAADo/G-eThXSxmzA/s1600-h/incendio+n+2_06-09-2008_casolla.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_2cOEO-_CEM4/SMLChFQcdJI/AAAAAAAAADo/G-eThXSxmzA/s320/incendio+n+2_06-09-2008_casolla.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5242966789815301266" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il post precedente riguardante gli incendi l'avevo titolato in modo semplice, evitando di  far seguire ad una parola un numero che facesse da traccia guida ad un successivo intervento sullo stesso argomento; con la speranza di non dover più riaprire questa discussione, almeno per tutta la durata di quest'anno solare. Invece, anche se quasi a fine estate, abbiamo dovuto fare nuovamente i conti con questi atti vandalici. Sembra che solo in tal modo possano essere appellati in quanto, se si osserva con attenzione, non si può fare a meno di notare che essi si propagano solo in zone facilmente raggiungibili dagli esseri umani... che continuano ad approfittarsene del pianeta come parassiti pensando (pensando male! n.d.a.) che le risorse siano infinite. Mentre scrivo i vigili del fuoco sono ancora impegnati a spegnere le fiamme che ormai hanno preso quasi tutta la montagana; sono ore che ormai l'elicottero fa la spola tra la montagna e le vasche per il rifornimento dell'acqua. Questo è quanto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1452184671391168608-8037025559375131838?l=casolla.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://casolla.blogspot.com/feeds/8037025559375131838/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1452184671391168608&amp;postID=8037025559375131838' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/8037025559375131838'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/8037025559375131838'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://casolla.blogspot.com/2008/09/emergenza-incendi-20.html' title='emergenza incendi 2.0'/><author><name>benito aka syd barrett</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343328362835048698</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SCYDF__kiNI/AAAAAAAAADA/cdRi5Se1-d0/S220/syd_barrett.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_2cOEO-_CEM4/SMLChFQcdJI/AAAAAAAAADo/G-eThXSxmzA/s72-c/incendio+n+2_06-09-2008_casolla.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1452184671391168608.post-6392504769611631899</id><published>2008-07-20T20:43:00.007+02:00</published><updated>2008-08-03T14:25:39.915+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='attualità'/><title type='text'>no al nucleare!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SIOJ2RpHhKI/AAAAAAAAADg/yc8lzg7egI4/s1600-h/simpson_no_al_nucleare_www.casolla.net.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SIOJ2RpHhKI/AAAAAAAAADg/yc8lzg7egI4/s320/simpson_no_al_nucleare_www.casolla.net.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5225171558221710498" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;riguardo la questione preferisco dare la parola a qualcuno che di sicuro ne capisce più di noi... un certo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" class="option" &gt;Jeremy Rifkin&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;, un economista, attivista e scrittore statunitense.&lt;br /&gt;buona lettura...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;             &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;È costosa. Genera rifiuti non smaltibili. Si basa su una materia prima che scarseggia. Apre nuovi fronti di attacco ai terroristi. È una tecnologia centralizzata tipica di un'era passata. Le ragioni dello studioso contro l'energia atomica &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;Improvvisamente, il nucleare è tornato di moda..In occasione del recente summit del G8 tenutosi in Russia, a San Pietroburgo, il presidente degli Stati Uniti George W. Bush e quello russo Vladimir Putin hanno annunciato un accordo di cooperazione di vasta portata per una rapida "espansione dell'energia nucleare su scala mondiale" e hanno invitato altri Paesi ad unirsi a loro. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;             &lt;/div&gt;&lt;div&gt;                            &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; L'annuncio di questo accordo non è che l'ultimo atto di una serie di iniziative intraprese dalla Casa Bianca al fine di promuovere l'energia nucleare..Bush sostiene che la sicurezza energetica futura, degli Stati Uniti e del mondo intero, dipenderà da un aumento di fiducia nei confronti delle centrali nucleari. Una tecnologia che per anni ha sofferto di ogni infamia e ignominia, e che per anni è stata relegata in una sorta di purgatorio scientifico, viene ora riesumata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le sue virtù sono state osannate dal primo ministro britannico Tony Blair, dal famoso scienziato Sir James Lovelock, e persino da alcuni ambientalisti "pentiti". L'incidente nucleare avvenuto nel 1979 a .Three Mile Island in Pennsylvania e il terribile dramma di Chernobyl nell'ex Unione Sovietica nel 1986, sono divenuti ormai lontani ricordi. Ora che ci si trova a fronteggiare il costo elevato del petrolio sui mercati mondiali, l'effetto serra e il conseguente surriscaldamento globale del pianeta in tempo reale, si solleva il sudario che ricopriva il nucleare. Alla tecnologia atomica è stata data una "ritoccatina", una sorta di lifting facciale virtuale, ed è ora presentata da alcuni come la sorgente alternativa dell'era post-petrolifera. Ad ogni modo, prima che il nostro entusiasmo ci sfugga di mano, è necessario rivolgere uno sguardo più sobrio e realistico alle conseguenze di una nuova nuclearizzazione del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per prima cosa, l'energia nucleare è dispendiosa e ha costi per gli impianti altissimi. Con un prezzo di listino minimo di 2 miliardi di dollari a centrale, la nuova generazione di reattori costa tuttora il 50 per cento in più di quanto è necessario per mettere in linea centrali a carbone o costruire centrali a gas. Raddoppiare la quota di produzione di energia nucleare negli Stati Uniti - l'energia nucleare fornisce al momento il 20 per cento del fabbisogno americano - potrebbe richiedere mille miliardi di dollari. In un Paese che si trova già ad affrontare consumi e debiti record, dove troviamo i soldi per costruire una nuova generazione di queste centrali? Qualunque altra nazione che stia attraversando simili ristrettezze economiche dovrà porsi lo stesso difficile quesito. Se i leader di governo di tutto il mondo fanno davvero sul serio rispetto alla questione del nucleare, dovranno essere onesti con l'opinione pubblica e riconoscere che il consumatore pagherà il conto in termini fiscali, sia per ciò che riguarda l'aumento delle imposte a sostegno dei piani di costruzione, sia per ciò che riguarda l'aumento delle bollette per l'elettricità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In secondo luogo, sono trascorsi 60 anni dall'inizio dell'era atomica e i nostri scienziati e ingegneri ancora non sanno come gestire senza pericoli il trasporto, lo smaltimento e lo stoccaggio di rifiuti radioattivi. Il risultato della combustione sono le barre nucleari esaurite ammassate in depositi e strutture in ogni parte del mondo. Negli Stati Uniti, il governo federale ha speso oltre 8 miliardi di dollari e ha impiegato 20 anni per scavare quella che doveva essere una tomba sotterranea a tenuta d'aria, realizzata nelle profondità della Yucca Mountain in Nevada, per il contenimento di materiale radioattivo. La volta fu progettata per essere a prova di infiltrazione per 10 mila anni. Sfortunatamente l'Epa, l'agenzia federale per la protezione ambientale, ha già accertato che la struttura di stoccaggio sotterranea non è a prova di infiltrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terzo, secondo uno studio condotto nel 2001 dall'Iaea, l'agenzia internazionale per l'energia atomica, sulla disponibilità dell'uranio, le risorse di minerale di cui siamo a conoscenza potrebbero non riuscire a soddisfare il fabbisogno già a partire dal 2026, nel caso di una richiesta di utilizzo molto elevata, e dal 2035, nel caso di una domanda media di combustibile. Certo, è possibile che nuove esplorazioni possano portare alla scoperta di altri giacimenti e che nuovi orizzonti tecnologici riescano a ridurre il fabbisogno di uranio, ma per il momento simili scenari restano pure speculazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quarto, la prospettiva di costruire centinaia, se non addirittura migliaia, di centrali nucleari in un'era in cui imperversa il terrorismo islamico appare come una decisione da squilibrati mentali. Mi domando: abbiamo perso completamente il senso della realtà? Da un lato, Stati Uniti, Unione Europea e gran parte del resto del mondo sono terrorizzati soltanto all'idea che un solo Paese, l'Iran, possa mettere le mani sull'uranio arricchito per portare avanti il proprio programma di centrali e che possa utilizzare quel materiale per la costruzione di una bomba atomica. Dall'altro, molti leader di quegli stessi Paesi sono ansiosi di promuovere la diffusione di centrali nucleari nel mondo, per piazzarne una in ogni angolo del pianeta. Il che significherebbe uranio e rifiuti nucleari in transito ovunque, ammassati in luoghi di fortuna e strutture improvvisate, spesso a ridosso di aree urbane densamente popolate. . Le centrali nucleari sono il primo obiettivo sensibile di attacchi terroristici. L'8 novembre 2005, il governo australiano ha arrestato 18 terroristi islamici che stavano organizzando un piano per far saltare in aria l'unico reattore di quel paese. Se ci fossero riusciti, l'Australia avrebbe conosciuto una replica dell'11 settembre con effetti ancora più devastanti. Dovremmo quindi essere tutti preoccupati. Negli Stati Uniti, uno studio della commissione che regola il settore nucleare (Nuclear Regulatory Commission) ha dimostrato attraverso una semplice indagine che oltre la metà delle centrali americane non è riuscita a prevenire la simulazione di un attacco contro i propri impianti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, quella nucleare rappresenta un tipo di tecnologia poco funzionale e altamente centralizzata, tipica di un'era passata. In un'epoca di tecnologie distributive capaci di indebolire le gerarchie, decentralizzare il potere, dare origine a network, sistemi di reti e modelli economici open source, quella nucleare appare come un'energia inusitatamente antiquata e obsoleta. In larga misura, l'energia nucleare fu una creazione della Guerra fredda. Essa rappresentava la massima concentrazione del potere e rifletteva il quadro geo-politico degli anni successivi alla Seconda guerra mondiale. Oggi, tuttavia, la geo-politica del XX secolo è messa in dubbio dall'emergente biosfera politica del XXI secolo. Il mondo sta diventando piatto. Ovunque le nuove tecnologie forniscono gli strumenti di cui si ha bisogno per diventare partecipanti attivi di un pianeta interconnesso. L'energia nucleare, di contro, è un'energia di élite, controllata da pochi. In un'epoca in cui il concetto di "potere al popolo" è diventato il mantra dei poveri e dei diseredati, il nucleare è una reliquia, una vera e propria vestigia del passato e la sua resurrezione ci riporta indietro nel tempo. Al contrario, dovremmo perseguire in uno sforzo offensivo per mettere in rete tutte le tecnologie decentralizzate e rinnovabili - solare, eolica, geotermico, idrica, e biomassa - e installare infrastrutture a idrogeno che assicurino una fornitura di energia continua e costante, in grado di soddisfare il nostro fabbisogno di elettricità e di trasporto. Il nostro futuro energetico comune è nel sole, non nell'uranio. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;       &lt;em&gt;traduzione di Rosalba Fruscalzo &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt; Jeremy Rifkin è l'autore di "Economia all'Idrogeno. La creazione della Worldwide Energy Web e la redistribuzione del potere sulla Terra" (Mondadori, settembre 2002)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt; da L'Espresso &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1452184671391168608-6392504769611631899?l=casolla.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://casolla.blogspot.com/feeds/6392504769611631899/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1452184671391168608&amp;postID=6392504769611631899' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/6392504769611631899'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/6392504769611631899'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://casolla.blogspot.com/2008/07/no-al-nucleare.html' title='no al nucleare!'/><author><name>benito aka syd barrett</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343328362835048698</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SCYDF__kiNI/AAAAAAAAADA/cdRi5Se1-d0/S220/syd_barrett.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SIOJ2RpHhKI/AAAAAAAAADg/yc8lzg7egI4/s72-c/simpson_no_al_nucleare_www.casolla.net.gif' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1452184671391168608.post-4418175379940720835</id><published>2008-05-28T23:27:00.006+02:00</published><updated>2008-05-29T00:58:14.190+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='emergenze'/><title type='text'>emergenza incendi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SD3jbuH-Z5I/AAAAAAAAADY/szO9wf8RCDg/s1600-h/incendio_28-05-2008_casolla.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SD3jbuH-Z5I/AAAAAAAAADY/szO9wf8RCDg/s320/incendio_28-05-2008_casolla.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5205566809687615378" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:100%;"  &gt;Quest’anno si è iniziato prima del previsto… ormai eravamo abituati a vederne in piena estate, invece, in questo 2008, l’estate non ha neanche fatto in tempo ad essere ufficializzata che già dobbiamo far fronte all’emergenza incendi che immancabilmente deturpano la nostra catena tifatina.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;Mentre scrivo le fiamme continuano a bruciare il monte sovrastato da Casertavecchia, proprio tra l’Abbazia di San Pietro ad Montes e la Cappella dedicata alla Madonna (a noi meglio conosciuta come ”’a Marunnella”).&lt;br /&gt;Abbiamo provveduto ad avvisare i vigili del fuoco e, fortunatamente, ci siamo sentiti rispondere che la notizia già era loro pervenuta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1452184671391168608-4418175379940720835?l=casolla.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://casolla.blogspot.com/feeds/4418175379940720835/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1452184671391168608&amp;postID=4418175379940720835' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/4418175379940720835'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/4418175379940720835'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://casolla.blogspot.com/2008/05/emergenza-incendi.html' title='emergenza incendi'/><author><name>benito aka syd barrett</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343328362835048698</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SCYDF__kiNI/AAAAAAAAADA/cdRi5Se1-d0/S220/syd_barrett.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SD3jbuH-Z5I/AAAAAAAAADY/szO9wf8RCDg/s72-c/incendio_28-05-2008_casolla.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1452184671391168608.post-3765353258437514831</id><published>2008-05-11T14:50:00.007+02:00</published><updated>2008-05-11T15:33:16.472+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='attualità'/><title type='text'>peppino impastato (5/1/1948 – 9/5/1978)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SCbwLy1OGdI/AAAAAAAAADI/BPb3-f1ufmg/s1600-h/peppino_impastato.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SCbwLy1OGdI/AAAAAAAAADI/BPb3-f1ufmg/s320/peppino_impastato.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199106905260038610" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ci sembra doveroso ricordare chi ha mostrato con coraggio le proprie idee contro la mafia mettendo a  repentaglio la propria vita.&lt;br /&gt;Con questo 2008 siamo giunti al trentennale della morte di Peppino Impastato, morto ammazzato dalla mafia con una carica di tritolo posta sotto il corpo adagiato sui binari ferroviari a pochi chilometri da Cinisi nella notte fra l’8 e il 9 maggio 1978. All'epoca&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;la notizia passò quasi inosservata a causa dell'omicidio di Aldo Moro che tenne occupati i media che, per settimane, non diedero spazio ad altre notizie, e perchè la morte di Peppino venne considerata all'inizio un suicidio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Trentennale importante perché a differenza del decennale e del ventennale Peppino Impastato verrà ricordato a fronte di una verità ufficialmente ristabilita: dopo anni e anni, nel 2002, Tano Badalamenti è stato condannato all’ergastolo come mandante dell’omicidio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;”Nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio,&lt;br /&gt;negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di giustizia che lo portò a lottare,&lt;br /&gt;aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell'ambiente da lui poco onorato,&lt;br /&gt;si sa dove si nasce ma non come si muore e non se un ideale ti porterà dolore.”&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;da &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;i cento passi &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;dei &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;modena city ramblers&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1452184671391168608-3765353258437514831?l=casolla.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://casolla.blogspot.com/feeds/3765353258437514831/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1452184671391168608&amp;postID=3765353258437514831' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/3765353258437514831'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/3765353258437514831'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://casolla.blogspot.com/2008/05/peppino-impastato.html' title='peppino impastato (5/1/1948 – 9/5/1978)'/><author><name>benito aka syd barrett</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343328362835048698</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SCYDF__kiNI/AAAAAAAAADA/cdRi5Se1-d0/S220/syd_barrett.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SCbwLy1OGdI/AAAAAAAAADI/BPb3-f1ufmg/s72-c/peppino_impastato.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1452184671391168608.post-2113134253215763056</id><published>2008-04-14T12:24:00.003+02:00</published><updated>2008-04-14T12:53:10.186+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='attualità'/><title type='text'>questione tibetana</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SAM0YXqaS0I/AAAAAAAAAC0/dNqXkZEFgQk/s1600-h/tibet.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SAM0YXqaS0I/AAAAAAAAAC0/dNqXkZEFgQk/s320/tibet.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5189048788934347586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;lo staff di casolla.net si dichiara solidale con la popolazione tibetana in seguito al genocidio culturale che continua a subire da parte del governo cinese che dal 1950 ha fatto tutto il possibile per cancellare tradizioni culturali e religiose del popolo tibetano.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1452184671391168608-2113134253215763056?l=casolla.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://casolla.blogspot.com/feeds/2113134253215763056/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1452184671391168608&amp;postID=2113134253215763056' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/2113134253215763056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/2113134253215763056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://casolla.blogspot.com/2008/04/questione-tibetana.html' title='questione tibetana'/><author><name>benito aka syd barrett</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343328362835048698</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SCYDF__kiNI/AAAAAAAAADA/cdRi5Se1-d0/S220/syd_barrett.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SAM0YXqaS0I/AAAAAAAAAC0/dNqXkZEFgQk/s72-c/tibet.png' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1452184671391168608.post-467003719442979303</id><published>2007-12-31T18:10:00.001+01:00</published><updated>2008-08-19T18:03:59.043+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='auguri'/><title type='text'>buon 2008 dallo staff di casolla.net!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;...quasi 2008. Sperando di avere più tempo per i prossimi aggiornamenti (utopia?) (!!!). Comunque... auguriamo a tutti un buon 2008 e basta! Delle volte scrivere troppo fa male :)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1452184671391168608-467003719442979303?l=casolla.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://casolla.blogspot.com/feeds/467003719442979303/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1452184671391168608&amp;postID=467003719442979303' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/467003719442979303'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/467003719442979303'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://casolla.blogspot.com/2007/12/blog-post.html' title='buon 2008 dallo staff di casolla.net!'/><author><name>benito aka syd barrett</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343328362835048698</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SCYDF__kiNI/AAAAAAAAADA/cdRi5Se1-d0/S220/syd_barrett.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1452184671391168608.post-6355170506746873035</id><published>2007-12-23T16:07:00.003+01:00</published><updated>2008-03-07T13:09:10.650+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='curiosità'/><title type='text'>babbo natale a casolla...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/R9EwWEjv85I/AAAAAAAAACs/-RT4Xe7zmYQ/s1600-h/casolla_santa_claus_2007.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/R9EwWEjv85I/AAAAAAAAACs/-RT4Xe7zmYQ/s320/casolla_santa_claus_2007.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5174970602564350866" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;...stanotte per le strade di casolla si aggirava babbo natale!!! qualcuno di voi l'ha visto? se avete notizie fateci sapere... noi abbiamo solo queste foto... babbo natale non ha voluto rilasciare dichiarazioni (!!!) :)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1452184671391168608-6355170506746873035?l=casolla.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://casolla.blogspot.com/feeds/6355170506746873035/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1452184671391168608&amp;postID=6355170506746873035' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/6355170506746873035'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/6355170506746873035'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://casolla.blogspot.com/2007/12/babbo-natale-casolla.html' title='babbo natale a casolla...'/><author><name>benito aka syd barrett</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343328362835048698</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SCYDF__kiNI/AAAAAAAAADA/cdRi5Se1-d0/S220/syd_barrett.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/R9EwWEjv85I/AAAAAAAAACs/-RT4Xe7zmYQ/s72-c/casolla_santa_claus_2007.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1452184671391168608.post-3177742538226123687</id><published>2007-11-16T19:48:00.000+01:00</published><updated>2007-11-16T19:51:08.788+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ringraziamenti'/><title type='text'>...takk!!!</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/Rz3mc4avZuI/AAAAAAAAABM/LTfYwByzs7Q/s1600-h/ringraziamenti_staff+casolla.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5133512534127503074" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/Rz3mc4avZuI/AAAAAAAAABM/LTfYwByzs7Q/s320/ringraziamenti_staff+casolla.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1452184671391168608-3177742538226123687?l=casolla.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://casolla.blogspot.com/feeds/3177742538226123687/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1452184671391168608&amp;postID=3177742538226123687' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/3177742538226123687'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/3177742538226123687'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://casolla.blogspot.com/2007/11/takk.html' title='...takk!!!'/><author><name>benito aka syd barrett</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343328362835048698</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SCYDF__kiNI/AAAAAAAAADA/cdRi5Se1-d0/S220/syd_barrett.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/Rz3mc4avZuI/AAAAAAAAABM/LTfYwByzs7Q/s72-c/ringraziamenti_staff+casolla.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1452184671391168608.post-7504931750862404341</id><published>2007-11-15T14:25:00.000+01:00</published><updated>2007-11-15T22:24:55.562+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='curiosità'/><title type='text'>omonimia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;su youtube ci sono parecchi casi di omonimia... non confondeteci con altri paesi perchè davvero potremmo rimanerci male! penso che con un minimo di attenzione possiate capire il perchè...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/results?search_query=casolla&amp;amp;search=Search"&gt;http://www.youtube.com/results?search_query=casolla&amp;amp;search=Search&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1452184671391168608-7504931750862404341?l=casolla.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://casolla.blogspot.com/feeds/7504931750862404341/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1452184671391168608&amp;postID=7504931750862404341' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/7504931750862404341'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/7504931750862404341'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://casolla.blogspot.com/2007/11/omonimia.html' title='omonimia'/><author><name>benito aka syd barrett</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343328362835048698</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SCYDF__kiNI/AAAAAAAAADA/cdRi5Se1-d0/S220/syd_barrett.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1452184671391168608.post-267289199603601181</id><published>2007-11-03T19:43:00.000+01:00</published><updated>2007-11-15T22:20:45.055+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='film'/><title type='text'>il signore dell'agrizia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/RyzEOdeMQPI/AAAAAAAAAA8/2oLl8Q8wGC4/s1600-h/www.agrizia.it.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5128689828376625394" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/RyzEOdeMQPI/AAAAAAAAAA8/2oLl8Q8wGC4/s320/www.agrizia.it.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ragà andate immediatamente (si si, è un ordine! :D) a scaricarvi lo sdoppiaggio del signore degli anelli... la combriccola dell'anello. proprio un bella "rilettura"... fa sbellicare dalle risate... con tutte quelle situazioni e quei dialoghi riscritti e quei suoni che mai avreste immaginato...&lt;br /&gt;compresa la colonna sonora... (eh eh)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ricordate:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.agrizia.it/"&gt;http://www.agrizia.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e, se posso darvi un ulteriore consiglio, guardatevi prima il trailer (&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=hgDFBkap8kU"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=hgDFBkap8kU&lt;/a&gt;) che vi introdurrà più che bene al film...&lt;br /&gt;tanto è tutto gratis... eh eh&lt;br /&gt;vabbè, vi lascio!&lt;br /&gt;buona visione!!!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;p.s.: mi raccomando... ;)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1452184671391168608-267289199603601181?l=casolla.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://casolla.blogspot.com/feeds/267289199603601181/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1452184671391168608&amp;postID=267289199603601181' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/267289199603601181'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/267289199603601181'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://casolla.blogspot.com/2007/11/consigli-cinematografici.html' title='il signore dell&apos;agrizia'/><author><name>benito aka syd barrett</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343328362835048698</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SCYDF__kiNI/AAAAAAAAADA/cdRi5Se1-d0/S220/syd_barrett.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/RyzEOdeMQPI/AAAAAAAAAA8/2oLl8Q8wGC4/s72-c/www.agrizia.it.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1452184671391168608.post-2569638620355259872</id><published>2007-10-01T15:48:00.000+02:00</published><updated>2007-11-15T22:21:00.724+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='curiosità'/><title type='text'>manifestini</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/RzyBjIavZtI/AAAAAAAAABE/vMG9LlOF9hM/s1600-h/manifestini.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5133120115850569426" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/RzyBjIavZtI/AAAAAAAAABE/vMG9LlOF9hM/s320/manifestini.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;e così è arrivata anche la “pubblicità”… penso che le abbiate notate…&lt;br /&gt;speriamo di aver scelto dei luoghi che non vi diano fastidio ma che al contrario vi stuzzichino la vista (prima) e il pensiero (dopo). tra una battuta e l’altra abbiamo passato un altro bel momento, e, nonostante il sonno che incombeva ci siamo riusciti :)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per qualche attimo siamo ritornati al “non virtuale” optando per una pubblicità all’antica.&lt;br /&gt;sperando che questi piccoli manifestini autoprodotti siano accolti come un paesano che per troppo tempo è stato via dalle strade di Casolla…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1452184671391168608-2569638620355259872?l=casolla.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://casolla.blogspot.com/feeds/2569638620355259872/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1452184671391168608&amp;postID=2569638620355259872' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/2569638620355259872'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1452184671391168608/posts/default/2569638620355259872'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://casolla.blogspot.com/2007/10/manifestini.html' title='manifestini'/><author><name>benito aka syd barrett</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03343328362835048698</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/SCYDF__kiNI/AAAAAAAAADA/cdRi5Se1-d0/S220/syd_barrett.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_2cOEO-_CEM4/RzyBjIavZtI/AAAAAAAAABE/vMG9LlOF9hM/s72-c/manifestini.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
